Eutanasia e accanimento terapeutico: progetto di ricerca in Ateneo e dibattito a Pollenza

2' di lettura 19/02/2008 -

Temi complessi e delicati come quelli dell\'eutanasia, del testamento biologico e dell\'accanimento terapeutico saranno al centro del dibattito giuridico, medico ed etico che si svolgerà giovedì prossimo, 21 febbraio, alle ore 21 nel Teatro comunale di Pollenza.



POLLENZA - Organizzato dal Comune in collaborazione con l\'Associazione Scienze e vita, l\'incontro si aprirà con il saluto del sindaco Sabrina Ricciardi; quindi, si confronteranno autorevoli relatori come Giovanni Borroni, anestesista rianimatore dell\'Ospedale di Macerata, Pia Francesca Tomassini, assessore comunale ai servizi sociali, il procuratore della Repubblica Mario Paciaroni, Antonio Gioacchino Spagnolo, docente di bioetica alla Facoltà di Scienze della formazione, membro del Comitato Direttivo del Centro di Ateneo di Bioetica dell’Università Cattolica del S. Cuore, Facoltà di Medicina e chirurgia “Gemelli” di Roma, e il vescovo di Macerata Claudio Giuliodori.

\"Il testamento biologico, di cui tanto si parla in questi ultimi mesi anche nel nostro Paese â€" spiega il professor Spagnolo - si riferiva alla possibilità da parte di un paziente di indicare per iscritto, prima di morire, quali interventi voglia o non voglia ricevere. Nella pratica, il testamento biologico risulta o inutile, perchè un medico dovrebbe sapere quando fermarsi ed evitare l’accanimento terapeutico; o inattuale, perchè la situazione ipotizzata, quando si era coscienti, può manifestarsi in modo diverso da come la si immaginava. Più che di testamenti biologici avremmo bisogno dunque di dichiarazioni dei medici che si impegnino a rispettare la dignità dei pazienti evitando sia l’accanimento terapeutico sia l’eutanasia. Su questo tema si sta svolgendo anche un progetto di ricerca all’interno del Dipartimento di Scienze dell’educazione e della formazione dell’Università di Macerata, volto da un lato a comparare la ratio presente dietro ai diversi progetti di legge in materia, dall’altro a valutare, con un questionario, come si pongono i giovani cittadini, studenti universitari, di fronte all’eventuale introduzione di tale documento nella normativa italiana e, viceversa, come si pongono pazienti “esperti” già affetti da una malattia per la quale conoscono l’evoluzione cronica infausta\".

Ufficio stampa Unimc






Questo è un articolo pubblicato il 19-02-2008 alle 16:37 sul giornale del 19 febbraio 2008 - 710 letture

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