Wwf Matelica: no alla grande diga sul Potenza

diga 2' di lettura 12/04/2008 - Un\'enorme diga da 20 milioni di metri cubi e 110 ettari di terreno boschivo e rurale finiranno sott\'acqua in una zona ancora incontaminata dell\'alta valle del Potenza, a cavallo tra Marche e Umbria. Stiamo parlando forse di un orripilante film di fantascienza? Purtroppo no, si tratta del progetto preliminare presentato dal commissario straordinario del Consorzio di Bonifica di Macerata, Claudio Netti e finito sui tavoli del ministero dell\'Ambiente per la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale prevista ai sensi delle vigenti normative in materia.


L\'idea progettuale risale a circa 25 anni fa in un contesto socio-economico completamente diverso da quello di oggi, e prevede la realizzazione di un nuovo bacino irriguo che sbarrerà le acque di tre affluenti del Potenza a monte di Fiuminata (tra bivio Ercole e il territorio umbro), con un\'enorme struttura in calcestruzzo armato alta 59 metri, equivalente ad un grattacielo di 20 piani, lunga più di mezzo chilometro e larga 5 metri, con 1,5 km di condotte in elevazione (anche queste in calcestruzzo armato), altre centinaia di metri di tubature in galleria e almeno 30 ettari di boschi distrutti.


In stretto collegamento con il progetto della diga c\'è poi il piano irriguo che il Consorzio di Bonifica in queste settimane ha portato all\'attenzione dei vari Enti locali interessati e che prevede chilometri e chilometri di condotte sotterranee, tubature, canalizzazioni e derivazioni che collegheranno i bacini fluviali del Potenza e del Chienti. In sostanza, si tratterebbe di convogliare l\'acqua accumulata nel bacino del fiume Potenza in quelli dei fiumi Chienti e Musone.


Il motivo? Far fronte all\'emergenza idrica delle vallate del Chienti e del Musone, come se quella del Potenza fosse invece immune alla siccità imperante! Ci troviamo quindi di fronte ad un progetto assurdo e faraonico che prevede una serie di opere dai costi esorbitanti e con un rilevante impatto sul territorio montano e alto-collinare dell\'entroterra maceratese. Occorre precisare che le indagini ambientali sono incentrate sull\'opera strutturale, senza però tener conto del fatto che questa è posizionata sulla testata di una asta fluviale, ed avrà quindi conseguenze su tutta la valle e non solo. In linea generale l\'impatto più significativo è la trasformazione territoriale-paesaggistica derivante dalla costruzione dell\'invaso e dalla diminuzione del deflusso in alveo, con conseguenze disastrose anche sulla fauna (pesci, anfibi, ecc.).


Una grave carenza del progetto è la mancata analisi della diminuzione del deflusso sul sistema idrogeologico della piana di Fiuminata, dove sussistono importanti fenomeni di \"risorgiva alluvionale\", con connessi ambienti umidi di grande importanza naturalistica e socio-economica. Molte le lacune anche per ciò che riguarda gli aspetti geologici, geomorfologici e idrogeologici. Insomma, si tratta di un progetto che rischia di drenare acqua e… ingenti risorse senza apportare poi benefici tangibili agli abitanti della valle del Potenza. Un progetto di tale portata, non può essere realizzato senza un serio studio dell\'idrogeologia delle valli fluviali.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 12-04-2008 alle 01:01 sul giornale del 12 aprile 2008 - 721 letture

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