Tolentino: \'Quattro artisti contro\' mostra di pittura

scultura massimo melloni tolentino 3' di lettura 19/04/2008 - \"Quattro Artisti Contro\" è il titolo di una mostra di pittura, grafica e scultura che sarà inaugurata sabato 19 aprile, alle ore 17.30, presso le sale espositive di Palazzo Sangallo, in piazza della Libertà di Tolentino.

In mostra le opere di quattro artisti. Alberto Cespi, Giorgio Ciommei, Massimo Melloni, Ciro Stajano, che si concentrano su di un tema drammaticamente attuale scegliendo un titolo che lo rappresenta co0n stimolante ambiguità: \"Contro\". La parola ha un tono violento, spesso associato a una ribellino non priva di aggressività. Ma nel nostro caso è pacifica ed usata in senso decisamente positivo: è il grido d\'allarme contro ciò che inquina la società contemporanea: un egoismo diffuso, una violenza che si esprime subdolamente attraverso una varietà di forme. Un tema importante che si dibatte ovunque ma con scarsa efficacia.


Voci diverse, linguaggi eterogenei affratellati da ragioni comuni, profondamente condivise. Sono di artisti che hanno, oltretutto, il merito di mantenere viva la tradizione del dialogo, del confronto, e che riflettono sull\'uso ed i modi dell\'arte, quella cosa senza tempo e senza luogo che vive ovunque e da sempre. Quella cosa che, con tutta l\'ingenuità che si vuole, s\'incarica anche di interrogare e produrre riflessione e senso morale.


Nel corso del vernissage di inaugurazione lettura drammatizzata del brano: \"Patroclo o del destino\" dal libro \"Fuochi\" di Margherite Yourcenar a cura di Ermanno Pacini e \"vin d\'honneur\" a cura dell\'enoteca \"AltrocheBacco\".
La mostra \"Quattro Artisti Contro\" è promossa con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Tolentino, Assessorato alle Cultura.

Rimarrà aperta al pubblico dal 19 aprile fino al 4 maggio e sarà visitabile, con ingresso libero, il giovedì e venerdì, dalle ore 17 alle ore 20 ed il sabato, la domenica ed i festivi, dalle ore 11 alle ore 13 e dalle ore 17 alle ore 20.



Nel presentare gli artisti, nel catalogo pubblicato in occasione della mostra, il critico e giornalista Lucio Del Gobbo scrive:

La ragione di fondo su cui verte la ricerca di Ciro Stajano, che è poi il motivo centrale d\'una poetica che lo caratterizza da anni, è rivolta al disagio prodotto dalla dicotomia tra passato e presente... Ma l\'attenzione di Stajano è rivolta, più che al fatto e alla sua relazione, all\'uomo: le espressioni dei volti sono motivo dominante e coscienza viva di ogni scena. L\'aspetto umano, come è già stato scritto, diventa \"punto focale di ogni storia, inserendosi in una metrica di valori che trovano nell\'arte e nella cultura capacità morali unificanti\".



Alberto Cespi, nella condizione di architetto-artista, e dunque nella sua attitudine di sperimentatore trasversale, incentra l\'attenzione sulle potenzialità espressive della materia che si concreta in forma. Il legno, il bronzo, assumono nelle sue opere connotazioni fortemente evocative, captabili per via d\'emotività più che di razionalità e di pensiero. La raffinata esecuzione e l\'armonica adeguatezza delle composizioni, non imprigionano tuttavia i suoi lavori entro una logica di sola compiutezza formale, indicano invece aperture e possibilità interpretative inusitate.



Non si vieta invece l\'ironia Giorgio Ciommei, essendo essa un elemento cardine della sua poetica. Le sue opere si spingono verso inflessioni satiriche tanto crude da sfociare, in alcune forme, nella mostruosità e nell\'horror. Egli denuncia una violenza tra le più insensate ed inique: quella che l\'uomo rivolge contro se stesso. Un attentato non episodico ma pianificato, che si aggiunge al conflitto tra individui e ne aggrava gli effetti... Una ennesima dimostrazione di come l\'esercizio pittorico, attraverso un avvicendarsi di humour, senso del grottesco e onirica fantasia, possa far convivere ed amalgamare poeticamente le tante anime di un autore inquieto e profondo quale è Ciommei.



...Melloni è uno scultore atipico; usa l\'argilla, materiale fragile, soggetto a una lavorazione che si sviluppa nella precarietà, specie con il passaggio nel fuoco, per creare forme ed ambienti che già all\'origine sembrano destinati al deperimento e alla frammentazione. Le sue forme sfuggono la solidità della struttura compatta, e si articolano in assemblaggi di vuoti e di pieni, dove luci ed ombre duettano e si compenetrano. La materia vi è proposta nella sua organicità, senza infingimenti, attraverso un arcaismo che sembra opporsi alla mimesi tipica del linguaggio figurativo.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 19-04-2008 alle 01:01 sul giornale del 19 aprile 2008 - 1222 letture

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