Porto Recanati: costringevano col voodoo giovani donne a spacciare e prostituirsi

carabinieri 3' di lettura 23/04/2008 - Un gruppo di nigeriani trafficava cocaina dalla Spagna per rifornire la costa marchigiana. I carabinieri del Ros fermano il cartello. Arrestati anche due italiani di Numana. I corrieri della droga erano spesso giovani nigeriane costrette poi a prostituirsi sotto la minaccia di riti esoterici, voodoo e ritorsioni alle famiglie di origine.


Una montagna di neve: diversi chili ogni mese. Organizzati in cellule sparse tra Spagna, da dove arrivavano gli ingenti approvvigionamenti, Torino e le Marche, i nigeriani utilizzavano il cosiddetto sistema dei “corrieri a pioggia”: piccoli quantitativi a viaggio in modo da perdere, nel caso di controlli delle forze dell’ordine, il minor quantitativo possibile di merce.


I carabinieri del Ros di Ancona hanno però smantellato il cartello effettuando 15 arresti per associazione finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti. Tra gli arrestati anche due numanesi: Giovanni Matassini, 39 anni titolare del bar Il gatto e la volpe di Porto Recanati, e la compagna Katiuscia Nossardi, 36 anni, quest’ultima posta agli arresti domiciliari.


La componente principale dell’organizzazione è stata individuata attorno al Black & White Point, un bazar di vestiti e prodotti etnici gestito da Jimoh Efe Ogiesoba, 35enne nigeriano arrestato nella sua abitazione di Chiaravalle. L’attività, che sarebbe stata utilizzata come luogo di incontro e di scambio dello stupefacente, è stata posta sotto sequestro. Il vero e proprio punto di riferimento marchigiano era però Dora Ituma, nigeriana di 35 anni, residente a Porto Recanati dove è stato arrestato anche l’algerino Abdelsam Chergui di 32 anni.


Le indagini hanno ricostruito l’intera filiera dello spaccio che smerciava da Porto San Giorgio a Chiaravalle, lungo tutto il litorale adriatico. La cocaina proveniva da Madrid dove operava il 28enne nigeriano Ephraim Uyo, già residente a Porto Recanati e arrestato nel 2004 perché trovato in possesso di oltre un chilo di stupefacente. Da allora, gravato da divieto di dimora, Uyo si era spostato prima a Torino – dove è stata trovata un’altra cellula dell’organizzazione - e poi a Madrid dove ieri mattina è stato arrestato dalla polizia spagnola su mandato di cattura europeo.


La cocaina veniva portata in Italia in ovuli che venivano ingeriti dai corrieri, spesso giovani nigeriane che, attirate dalla prospettiva di un lavoro in Europa e una vita migliore, finivano invece lungo le strade del sesso a pagamento, soggiogate dalla minaccia di riti esoterici e voodoo e ricattate da possibili ritorsioni alle famiglie di origine. Particolari che sono emersi durante l’attività di intercettazione telefonica e che hanno fatto avviare un altro filone di indagine dedicato alla tratta delle prostitute. Sono stati inoltre accertati ingenti trasferimenti di denaro attraverso le agenzie Western Union: flussi da migliaia di euro che venivano reinvestiti nell’organizzazione stessa anche per acquistare documenti falsi per poter meglio entrare all’interno dei paesi dell’Unione Europea.


Il lavoro dei militari del Ros è stato avviato nel 2006 e nel tempo aveva portato già 13 persone in carcere. Ieri sono scattati i blitz. Arresti anche a Torino, alcune notifiche avvenute in carcere per un totale di 24 coinvolti nell’inchiesta Direzione Distrettuale Antimafia di Ancona, sfociata nell’operazione denominata “Foglie Nere”. L’unico risultato irreperibile è Hassan Hakam, marocchino di 31 anni residente a Porto Potenza, tutt’ora latitante e ricercato dalle forze dell’ordine.






Questo è un articolo pubblicato il 23-04-2008 alle 01:01 sul giornale del 23 aprile 2008 - 1412 letture

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