Calamai, \'Schindler\' italiano dell\'Argentina, a Scienze della formazione

enrico calamai 2' di lettura 29/04/2008 - La sua storia è stata definita quella di \"una sorta di Schindler italiano nell\'Argentina della dittatura e dei desaparecidos\".

Enrico Calamai, ex diplomatico che tra il 1972 e 1977, a Buenos Aires, riuscì a mettere in salvo e a far espatriare centinaia di oppositori politici del regime, sarà mercoledì 30 aprile alla Facoltà di Scienze della formazione di Macerata per una conferenza su \"Politica estera e i diritti umani. Il caso Argentina\". All\'incontro, che si svolgerà dalle 8 alle 11 nell\'aula Magna del Polo didattico \"Luigi Bertelli\" a Vallebona, parteciperanno anche di docenti Giuseppe Galli, Gennaro Carotenuto ed Edoardo Bressan.


Nel 1976 - è scritto nell\'introduzione al libro di Calamai \"Niente asilo politico\" edito dalla Feltrinelli - , quando i generali argentini prendono il potere, il governo italiano (siamo nel periodo non solo della guerra fredda ma anche della p2) è stato avvisato in tempo e l\'ambasciata ha rafforzato i suoi dispositivi di sicurezza per impedire agli italoargentini in cerca d\'asilo di entrare.


La repressione argentina è più dura e subdola di quella cilena, ma Calamai riesce comunque ad aiutare molte persone, in maniera discreta, con una rete di soccorso e informazione che comprende l\'inviato del \"Corriere della Sera\", il rappresentante della Cgil a Buenos Aires, un frate coraggioso, alcuni volontari dell\'ambasciata e suo fratello, che lavora a \"Rinascita\". Ne salva tanti e cerca di avere notizie anche dei desaparecidos, fino a quando viene richiamato a Roma nel 1977. Il 10 dicembre 2004 il presidente Kirchner lo ha decorato, con la Cruz dell\'Orden del Libertador San Martin, per essersi battuto in difesa dei diritti umani durante gli anni della dittatura.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 29-04-2008 alle 01:01 sul giornale del 29 aprile 2008 - 748 letture

In questo articolo si parla di cultura





logoEV