Tolentino: presentato \'Il carteggio personale di Nicola Vaccaj\' al salone del Libro di Torino

Nicola Vaccaj dipinto tolentino 3' di lettura 10/05/2008 - Grande interesse ieri per la presentazione de “Il carteggio personale di Nicola Vaccaj che si conserva presso la Biblioteca Comunale Filelfica di Tolentino”, avvenuta presso la Sala Avorio in occasione della Fiera Internazionale del Libro di Torino. 

Sono intervenuti Luciano Ruffini Sindaco di Tolentino, Massimo Marco Seri Assessore alla Cultura del Comune di Tolentino, Ombretta Cosatti Direttrice della Biblioteca Filelfica, Andrea Lanza Musicologo, Giangiorgio Satragni critico musicale. La presentazione è stata promossa da Giancarlo Zedde Editore, dal Comune di Tolentino e dalle Fondazioni Cassa di Risparmio di Macerata e Pesaro.


\"Il carteggio personale di Nicola Vaccaj che si conserva presso la Biblioteca Comunale Filelfica di Tolentino\" è a cura di Jeremy Commons, esperto di opere liriche italiane e francesi di autori dell\'Ottocento e studioso del Vaccaj e riproduce circa 2000 lettere in due volumi più un CD.il volume è pubblicato dalla Casa editrice Giancarlo Zedde di Torino che ha già edito il famoso \"Metodo di canto\" del Vaccaj.


Queste lettere furono donate dai suoi discendenti alla Città di Tolentino molti anni dopo la sua morte. Alcune delle più importanti furono citate, in tutto o in parte, dal figlio Giulio nella biografia del padre pubblicata nel 1882, ma l\'Epistolario non è mai stato pubblicato integralmente.

La raccolta è divisa in tre parti : Le lettere di Vaccaj ai suoi famigliari (in particolare al padre, al fratello e alla moglie); La corrispondenza di Vaccaj con Girolamo Viezzoli; La corrispondenza di Vaccaj con altre persone. La pubblicazione rappresenta una ricchissima fonte d\'informazione per una nuova valutazione del musicista. In questa edizione sono documentati la genesi delle sue opere e i suoi rapporti con cantanti, librettisti, impresari ed altre personalità musicale dell\'epoca. Molte di queste lettere hanno per oggetto le vicende familiari di cui forniscono molti particolari ma tuttavia offrono interessanti informazioni musicali. Per esempio, contengono un breve ma dettagliato resoconto delle rappresentazioni di \"Pietro il Grande\" (Parma, 1824) e del \"Saul\" (Napoli, 1829) e inoltre, una esauriente cronaca delle prove e dell\'accoglienza delle opere \"La sposa di Messina\" (Venezia, 1839) e \"Virginia\" (Roma, 1845). Pubblicate anche le lettere scritte durante il soggiorno a Parigi (1829-31) ed altre di grande valore documentario, che trattano della sua esperienza a Londra (1831-1834) dove, fra l\'altro, presenziò all\'incoronazione di William IV e trascorse un\'estate in Suffolk insegnando canto alle due figlie del marchese di Hertford.


La testimonianza di Vaccaj in Inghilterra, basata su queste lettere, da sola potrebbe costituire un\'affascinante fonte di studio. Esistono di conseguenza brevi ma importanti resoconti sulle rappresentazioni di opere quali \"Semiramide\" di Rossini (1823) \"Egilda di Provenza\" di Pavesi (1823) \"Ilda d\'Avenello\" di Morlacchi (1824) \"Alcibiade di Cordella\" (1824) ed altre. Vaccaj fu stimato non solo come compositore ma anche come insegnante. Fra i suoi numerosi allievi c\'erano Giulia Sanchioli, Andrea Castellan, Achille Errani e Isabella Obermayer (prima moglie di Lauro Rossi) e compositori minori ma abbastanza noti in quell\'epoca quali Celestino Magi, Carlo Boniforti, Giovanni Battista Meiners, Luigi Arditi e altri. Fra questi personaggi e altri ancora che compaiono nel Carteggio, alcuni spiccano come personalità di un certo rilievo. C\'è, per esempio, un\' avvincente descrizione di Amilcare Ponchielli, ammesso al Conservatorio di Milano come bambino prodigio.


Dalle lettere e da altri scritti emergono le idee, veramente progressiste, che Vaccaj aveva dell\'educazione musicale. Colpito dal fatto che gli adolescenti compresi fra i 9 e i 14 anni, ammessi al Conservatorio di Milano, non conservavano la loro voce a causa della mutazione, egli propose di costituire una scuola esterna a cui potessero accedere i giovani che avevano già subito tale trasformazione. In questo corpo di scritti si trovano le argomentazioni su cui si basò quella necessaria e innovativa riforma dell\'insegnamento. C\'è altresì un dettagliato resoconto del suo progetto di fondazione e organizzazione di un conservatorio di musica a Roma.


In definitiva, il Carteggio, nel suo insieme, consente di osservare a tutto campo il mondo musicale e operistico italiano del XIX secolo e renderà fruibile un immenso materiale documentario al quale fino ad ora si è scarsamente attinto.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 10-05-2008 alle 01:01 sul giornale del 10 maggio 2008 - 1111 letture

In questo articolo si parla di cultura, tolentino, Comune di Tolentino





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