La piramide del tenore Beniamino Gigli

2' di lettura 30/09/2008 -

Nella nostra provincia il culto dei morti è particolarmente sentito con cimiteri curati come piccoli giardini, dalle tombe alle epigrafi che si adeguano alle mode dei tempi. La storia inizia dopo la battaglia di Campoformio.



Infatti l\'editto di Saint Cloud, emanato nel 1804 da Napoleone, stabilì che le tombe venissero poste al di fuori delle mura cittadine, in luoghi soleggiati e arieggiati, e che fossero tutte uguali, solo con nome, cognome e date. Si voleva così evitare discriminazioni tra i morti. Per i defunti illustri, invece, era una commissione di magistrati a decidere se far scolpire sulla tomba un epitaffio. Questo editto aveva quindi due motivazioni alla base: una igienico-sanitaria e l\'altra ideologico-politica.


Nel maceratese la maggior parte dei cimiteri vennero insediati nei chiostri dei conventi precedentemente indemaniati. Così accadde a Macerata con Santa Maria della Fonte e a Recanati con Santa Maria in Varano, dove è particolarmente visitato il cenotafio piramidale di Beniamini Gigli, di cui il 30 novembre ricorre l\'anniversario della morte. E mentre Gigli lo scorso anno è stato commemorato con diversi concerti e perfino con un francobollo, ricordiamo che la tomba abbisogna ancora di alcune opere di manutenzione. Infatti le muffe stanno attaccando la costruzione all\'esterno e la lapide con epigrafe scritta da mons. Attilio Moroni è diventata illeggibile.


Inoltre all\'interno si sta staccando il bardiglio del pavimento mentre gli affreschi di Biagio Biagetti, forse perché soggetti a infiltrazioni d\'acqua, abbisognano di un urgente restauro pittorico. A quanto c\'è dato sapere gli eredi di Beniamino Gigli cedettero la proprietà del monumento funebre, ultima dimora del tenore, al Comune di Recanati. Insomma a dista un anno, aldilà della buona volontà del circolo filatelico che mise in vendita delle cartoline per raggranellare i fondi per i lavori di restauro, la tomba rimane lasciata all\'incuria. Insomma non fiori ma opere di bene!









Questo è un articolo pubblicato il 30-09-2008 alle 01:01 sul giornale del 30 settembre 2008 - 1458 letture

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