Montelupone: la ricetta del bastone e della carota contro la droga

4' di lettura 07/11/2008 -

Si è svolto nei giorni scorsi al teatro Degli Angeli, il secondo degli \"Incontri giuridici Monteluponesi\", curati da Luigi Domenico Cerqua, magistrato e presidente della Corte d\'Assise di Milano, ed organizzati dal Comune di Montelupone con il patrocinio dell\'Ordine degli Avvocati della Provincia di Macerata.



Il bastone e la carota. Si può sintetizzare così l\'approccio della legge italiana al mondo della droga. Un parterre di alto livello, per il convegno curato dal magistrato maceratese Luigi Domenico Cerqua, presidente della Corte d\'Assise di Milano.


L\'impianto della legge antidroga del 2006, è quello della lotta senza quartiere, un contrasto forte, \"anche se il diritto non è compatibile con la guerra\", ha commentato uno dei relatori. L\'accorpamento di droghe leggere e pesanti, senza distinzione, denuncia l\'intento di contenere il fenomeno, tenendo conto della sua pericolosità sociale. Il paradosso più evidente è la divaricazione, tra la previsione di pena contenuta nella legge (dai 6 ai 20 anni, senza distinzione tra tipologia di sostanze stupefacenti) e l\'applicazione \"blanda\" della stessa. Inoltre la legge prevede una serie di restrizioni alla libertà personale diverse dal carcere (obbligo di dimora, divieto di accesso a determinati luoghi pubblici, restrizioni di guida), provvedimenti decisi dalla Questura, che devono essere convalidati entro 48 ore da un giudice di pace, quando normalmente gli interventi limitativi della libertà personale, vedono l\'intervento di un\'autorità giudirica, terza rispetto alle parti. Per i giuristi dunque, tale previsioni potrebbero comportare problemi di legittimità costituzionale.


La diffusione dilagante degli stupefacenti è il segno di una commercializzazione spinta del prodotto, usato come fonte di finanziamento facile e conveniente, non solo dalla mafie o dalle tradizionali associazioni criminali, ma da una serie di soggetti \"nuovi\", come terroristi o imprenditori, che si trovino ad avere necessità di un \"prestito\", rapido, facile e sicuro. A finanziarli sono i consumatori di droga. Un chilo di cocaina, costa 1500 euro in Colombia, arriva a circa 30 mila euro in Italia e opportunamente tagliata e venduta in dosi ai consumatori, frutta la bellezza di circa 60 mila euro. Una dose da 0,25 grammi costa tra i 15 ed i 20 euro. L\'extasy anche meno, una dose si vende a dieci euro. E\' per questo che lo spaccio di droga è una \"torta\" che fa gola a molti.


\"La mafia ha scelto la politica del silenzio, è ancora più insidiosa, ha spiegato\" un altro relatore. Triplicato il consumo di cocaina, diffusa in tutti gli strati sociali, è ai minimi storici quello dell\'eroina. Il rimedio? Stroncare la produzione, alla radice, altrimenti l\'attività di contrasto \"è un\'illusione endemica, come togliere l\'acqua da una vasca il cui contenitore è sempre aperto\", ha commentato uno degli esperti. Il fiume di denaro generato dalla droga è un reddito sicuro, su cui mettono le mani in tanti. Nella relazione è stato descritto il \"malessere\" delle forze di polizia, la rigidità delle modalità operative disponibili, come il lavoro sotto copertura, il ritardare gli arresti per continuare le indagini.


L\'altro fronte di intervento concreto, dopo quello di stroncare la produzione nei paesi d\'origine, riguarda la nostra quotidianità, la qualità della vita nelle città. A Milano i tossicodipendenti abituali sono circa 130 mila, aumentano a 350 mila nel fine settimana. Nella provincia di Macerata, la maggior parte dei sequestri di droga, riguardano modiche quantità dal mezzo agli otto grammi, anche se il consumo è diffusissimo specie tra i giovanissimi.


I lavori sono stati aperti dal sindaco di Montelupone Nazareno Agostini e del presidente dell\'Ordine degli Avvocati di Macerata Piero Paciaroni; a seguire la relazione introduttiva di Luigi Domenico Cerqua. Rino Froldi, preside della Facoltà di Giurisprudenza dell\'Università di Macerata, ha trattato le problematiche tossicologico-forensi in tema di droga, la nuova disciplina penale in materia di droga è stata analizzata da Carlo Ruga Riva, professore di Diritto Penale all\'Università di Milano-Bicocca. Alberto Nobili, procuratore aggiunto della Repubblica al Tribunale di Milano, ha relazionato sulle attività di contrasto a droga e mafia, e le conclusioni di Francesco Arata, avvocato del foro milanese.







Questo è un articolo pubblicato il 07-11-2008 alle 01:01 sul giornale del 08 novembre 2008 - 1752 letture

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