Cooperazione: un ruolo importante nella provincia di Macerata

16/11/2008 - L\'impresa cooperativa ha una grande storia più che centenaria, ma oggi deve guardare al futuro con una progettualità nuova, perché l\'importante non è solo la crescita quantitativa della cooperazione, bensì è necessario che crescano nuove cooperative capaci di rimanere sul mercato e di consolidarsi. E\' stato questo un passaggio centrale dell\'ampio dibattito alla terza Conferenza provinciale della cooperazione che si è svolta a Civitanova (sala conferenze della Banca di credito cooperativo) per iniziativa della Provincia di Macerata, della Camera di Commercio di Macerata e delle quattro Centrali cooperative: Agci, Confcooperative, LegaCoop, Unci.

Sul futuro della cooperazione, il documento programmatico delle Centrali cooperative presentato da Massimo Lanzavecchia, Angelo Sciapichetti, Stefano Burattini, Diego Torresi, ha proposto la definizione di un Protocollo d\'intesa tra i soggetti organizzatori della Conferenza finalizzato non solo a qualificare e potenziare le politiche settoriali di sostegno, ma soprattutto a mettere mano ad \"un impegno progettuale comune e condiviso che coinvolga più complessivamente il territorio\".


Di una fase nuova progettuale per affrontare le sfide economiche aveva parlato in precedenza nel suo intervento di saluto il presidente della Camera di Commercio, Giuliano Bianchi e poi, a conclusione del dibattito, l\'assessore provinciale alle attività produttive, Daniele Salvi, il quale ha dichiarato la piena disponibilità della Provincia ad accogliere la proposta delle Centrali cooperative, nella convinzione che il mondo della cooperazione può e deve svolgere un ruolo centrale nella sfida, che riguarda tutti, per centrare l\'obiettivo di sviluppo.


Anche il presidente della Provincia, Giulio Silenzi, nell\'intervenire subito dopo i saluti introduttivi ai lavori da parte del sindaco di Civitanova, Massimo Mobili, ha riconosciuto il ruolo importante della cooperazione, che nella realtà locale ha la forza e l\'esperienza per contribuire a sviluppare e qualificare il \"settore della produzione dei servizi e di beni immateriali\" che - ha detto - se lasciato alla spontaneità può presentare limiti di qualità e forza.


Un invito al mondo cooperativo ad \"uscire da un atteggiamento difensivo e ad assumere un ruolo nuovo nell\'economia che sta nascendo\" è venuto da Antonio Calafati, docente di economia urbana e analisi delle politiche pubbliche all\'Università Politecnica delle Marche.


Francesco Adornato, preside della Facoltà di Scienze politiche dell\'Università di Macerata e coordinatore del Piano pluriennale di sviluppo della provincia, ha sottolineato come, pur nella necessità di perseguire un ruolo innovativo del sistema della cooperazione, questa non deve trascurare quei settori d\'intervento peculiari del territorio perché la internazionalizzazione dei mercati è paradossalmente destinata a rafforzare tutto ciò che è \"locale\". Adornato ha ricordato che \"fare della diversità territoriale un punto di forza\" è uno dei principi del Libro verde sulla coesione territoriale adottato dalla Commissione Europea.


Ecco una sintesi dell\'intervento del presidente della Provincia di Macerata, Giulio Silenzi, alla terza Conferenza provinciale delle cooperazione:


\"Questa Conferenza provinciale della cooperazione cade all\'interno di una profonda e preoccupante crisi economica e sociale, che nella nostra provincia può colpire, come mai prima, i due perni fondamentali della economia provinciale: la diffusione di piccole e piccolissime imprese manifatturiere; e la tranquillità occupazionale e finanziaria delle famiglie.


Personalmente non credo ci si possa rassegnare ad una prospettiva di disoccupazione crescente, resa ancor più grave dalla crisi generale e soprattutto partendo dalla valutazione che nella nostra provincia il lavoro e la coesione familiare e sociale, non sono state una conseguenza dello sviluppo, ma una loro determinante causa.


Bisogna organizzare e sviluppare un\'iniziativa che possa far crescere anche un\'imprenditoria impegnata sulla \"produzione di servizi e di beni immateriali\", a larga occupazione, che riceva dagli Enti pubblici un adeguato sostegno. E\' in sintesi una articolazione di quello che nel Piano Provinciale Pluriennale viene indicato come \"Ritmo lento - ritmo veloce\", un\'interpretazione moderna ed attuale del concetto di \"sviluppo sostenibile\".


La cooperazione può avere un ruolo rilevante in questa fase dello sviluppo della nostra provincia. D\'altronde già da oggi le Cooperative stanno svolgendo un ruolo di grande importanza: penso ai Confidi provinciali e alla Banche di credito cooperativo; penso a tutti i servizi sociali di prossimità dati dai Comuni e penso anche alla cooperazione per i consumatori e il contenimento del prezzo dei prodotti\".







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 16-11-2008 alle 01:01 sul giornale del 17 novembre 2008 - 611 letture

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