Tolentino incontra il fratello di Borsellino

4' di lettura 13/01/2009 - Venerdì 16 gennaio alle ore 21.30 alla sala Nerpiti di palazzo Sangallo di Tolentino il movimento politico \'Voce alla città\' organizza un incontro cittadino con il fratello del giudice Paolo Borsellino, Salvatore Borsellino, e Giorgio Bongiovanni, direttore di \'Antimafia 2000\', \"Per non dimenticare: legalità e questione morale\".

A proposito dell\'uccisione del giudice Borsellino il direttore di \'Antimafia 2000\' scrive nel sito dell\'associazione: \"Ecco perché la strage Borsellino è un omicidio di Stato. Una sola mossa. Durata, forse, una manciata di minuti per far sparire tutto, sino all\'ultima traccia, quanto Paolo Borsellino sapeva, aveva capito, cercava disperatamente di provare.


Non era infatti sufficiente disintegrare lui, farlo saltare in aria assieme ai ragazzi e ragazze della sua scorta. Era ugualmente e altrettanto necessario trafugare, sottrarre e far sparire l\'agenda rossa del giudice Borsellino. Quella annuale dell\'Arma dei Carabinieri da cui il magistrato non si separava mai, quella che conteneva tutte le sue annotazioni più riservate, le più importanti, raccolte nei 56 giorni di corsa estenuante che separano Capaci da Via D\'Amelio. Agnese Piraino Leto, la vedova Borsellino, ha spiegato più e più volte agli inquirenti con quanta attenzione il marito si assicurava di portare sempre con sé quell\'agenda sulla quale scrisse anche domenica 19 luglio 1992… Su quegli attimi, sulla presenza mai chiarita di personaggi anomali sul luogo della strage, sulla rimozione della borsa e soprattutto sulla sparizione dell\'agenda sono concentrati gli inquirenti che ancora oggi, dopo 15 anni, cercano di capire cosa accadde realmente in via D\'Amelio.


Sì perché, ancora dopo 15 anni, sappiamo che la cupola di Cosa nostra si riunì per deliberare, sappiamo quali mafiosi presero parte al commando che pedinò tutti gli spostamenti del giudice sin dal mattino, conosciamo anche le decine di convergenti ragioni per cui Cosa Nostra voleva chiudere i conti con quel magistrato che, con Giovanni Falcone, aveva seriamente compromesso gli interessi dell\'organizzazione\".


Racconta la vita di Paolo Borsellino è raccontare una storia importante della lotta contro la mafia: il 23 maggio 1992 nell\'attentato di Capaci perdono la vita Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e tre agenti della scorta, Antonio Montinaro, Vito Schifani e Rocco di Cillo. Due mesi prima della sua morte, Paolo Borsellino rilascia un\'intervista ai giornalisti Jean Pierre Moscardo e Fabrizio Calvi (19 maggio 1992). L\'intervista mandata in onda da RaiNews 24 nel 2000 è di trenta minuti, quella originale era invece di cinquanta minuti. In questa sua ultima intervista Paolo Borsellino parla anche dei legami tra la mafia e l\'ambiente industriale milanese e del Nord Italia in generale, facendo riferimento, tra le altre cose, a indagini in corso sui rapporti tra Marcello Dell\'Utri, e Vittorio Mangano.


Alla domanda se fosse Mangano un \'pesce pilota\' della mafia al Nord, Borsellino risponde che egli era sicuramente una \"testa di ponte dell\'organizzazione mafiosa nel Nord d\'Italia\". La vicenda di Voce alla Città prende vita nel dicembre del 1993 quando diverse persone, sentono l\'urgenza etica di fare qualcosa, cioè di spendersi e spendere un po\' del proprio tempo a vantaggio della collettività, si riuniscono e si mettono in testa di costituire un osservatorio-movimento politico. Era quella l\'epoca di Tangentopoli, un periodo di grandi rivolgimenti politici su scala sia nazionale sia locale.


Nacque così ufficialmente, nella primavera del 1994, il movimento-osservatorio politico \"Voce alla città\" con l\'intenzione di fare politica attraverso metodi nuovi: coinvolgimento diretto dei cittadini nelle scelte per la città attraverso la pubblicità dei programmi dell\'Amministrazione, assoluta imparzialità nei concorsi, trasparenza degli appalti, individuazione di strumenti per permettere al cittadino la conoscenza e la verifica dei bilanci e delle previsioni di spesa; limitazione temporale alle cariche politiche per consentire un ricambio della classe dirigente. Nel 1996 nasce l\'associazione culturale \'Polis-Lab\', che si dedica all\'organizzazione di conferenze, dibattiti, convegni e corsi di formazione politica. Tra i più importanti e riusciti ci sono l\'incontro con l\'ambasciatrice del SudAfrica, Korshed Gingwala, con i magistrati Michele del Gaudio, Antonino Caponnetto e Gherardo Colombo, ed i giornalisti Italo Moretti e Marco Travaglio.


(fonte Wikipedia)






Questo è un articolo pubblicato il 13-01-2009 alle 01:01 sul giornale del 15 gennaio 2009 - 4947 letture

In questo articolo si parla di attualità, simone baroncia





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