Prostituzione: il parere dell\'avvocato sul disegno di legge

mauro riccioni 3' di lettura 04/02/2009 - Questa legge non s\'ha da fare. Il disegno di legge contro la prostituzione in strada, lascia fortemente perplesso Mauro Riccioni, avvocato e consigliere provinciale, con la carica di assessore provinciale ai servizi sociali, nella precedente legislatura.

Un\'esperienza diretta la sua, a contatto con il mondo della prostituzione. Durante il suo mandato, grazie all\'attività dell\'Associazione \"On the road\", ben 33 ragazze hanno smesso di fare il mestiere, diventando in alcuni casi imprenditrici, artigiane ed operaie, con la piena integrazione nella società nel giro di uno o due anni.



\"L\'unica cosa positiva di questo disegno di legge è l\'aumento delle pene per chi sfrutta la prostituzione- spiega Riccioni - per il resto la formulazione del testo lascia spazio a censure nel merito ed a dubbi relativi all\'applicabilità concreta della nuova normativa.\"


\"Si tratta di una normativa che, a prima vista, sembra risolvere il problema della prostituzione, ma in realtà non è così. Si attua solo uno spostamento dell\'esercizio dalla strada alle case, dove nascosti agli occhi di tutti è più facile che si verifichino situazioni di sfruttamento. La nuova normativa non si occupa minimamente delle vittime della prostituzione, ma solo dei suoi effetti visibili\", sottolinea l\'avvocato.



\"La nuova legge, che prevede l\'arresto sia delle prostitute che dei clienti, punisce duramente il
cliente ed impedisce così quell\'attività di segnalazione, che tanti hanno fatto all\'associazione, per segnalare casi di maltrattamento o sfruttamento tra le squillo. Il cliente spesso non riferisce di essere tale quando avverte l\'associazione contro la tratta, ma, essendo il primo ad accorgersi di situazioni di disagio\" -spiega Riccioni- \"il suo racconto su dove si trovi tale vittima, su quali siano le sue
condizioni fisiche o psicologiche, se ci ci siano dietro sfruttatori, è fondamentale per ben intervenire e lascia ben intendere che è qualcosa in più di un semplice confidente\".


Un articolo rende imputabile di un reato che prevede l\'arresto fino a 15 giorni e l\'ammenda fino a tremila euro, chi avvicina le prostitute. \"Diventa difficile rimarcare il confine sottile, all\'occhio delle forze dell\'ordine che all\'improvviso piombano \"sulla occasionale coppia\", tra il contatto che un tale può avere con una prostituta per aiutarla e l\'incontro tra la prostituta ed il suo cliente al fine del rapporto sessuale - commenta Riccioni - Quindi, paradossalmente, chiunque si trova anche solo a parlare con una prostituta che passa per strada , non sapendo che \"fa il mestiere\" rischia\" il gabbio\"! Punito è non solo \"colui che si avvale delle prestazioni sessuali ...( quindi colto in atteggiamenti inequivoci) ma anche ...colui che \"le contratta\"!Di certo anche chi, animato da spirito di solidarietà , dovesse vedere una donna piena di lividi per strada,non chiamerà le forze dell\'ordine o un\' associazione contro la tratta, rischiando una denuncia quale cliente!\"


\"Anche la misura presa a tutela delle minorenni come il rimpatrio assistito- conclude Riccioni -presta il fianco a possibili ritorsioni e maltrattamenti contro le ragazze, che tornano dalle loro famiglie, spesso poverissime, ed esposte alle ritorsioni di chi le ha prima vendute e poi trascinate a fare un mestiere che spesso non hanno voluto. Ma un problema etico ancora più grande riguarda il fatto che queste ragazze , una volta ritornate in patria non avranno più lavoro e vivranno di stenti. Auspico che si dia vita ad un dibattito ampio sul fenomeno della prostituzione, in modo che venga analizzato in tutti gli aspetti, e si possa dare vita ad una legge che mette al centro la tutela della donna ed il rispetto della sua dignità.\"






Questa è un'intervista pubblicata il 04-02-2009 alle 01:01 sul giornale del 04 febbraio 2009 - 641 letture

In questo articolo si parla di attualità, monia orazi





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