Prosa: Romeo e Giulietta al Lauro Rossi

14/02/2009 -   Torna, per la seconda volta nei panni shakespeariani, il regista  milanese Ferdinando Bruni con la rappresentazione di Romeo e Giulietta nell\'ambito della Stagione di prosa 2008 / 2009.
  Lo spettacolo, messo in scena da Teatridithalia, sarà prodotto con il contributo dell\'Estate Teatrale Veronese e dell\' Amat mercoledì e giovedì (18 - 19 febbraio), alle ore 21 al Lauro Rossi.

Protagonisti, nei ruoli di Romeo e Giulietta, saranno Federica Castellini, attrice veronese che si è formata alla scuola del Piccolo Teatro di Milano e Nicola Russo, già noto sia per le sue interpretazioni affidategli da Teatridithalia, sia come regista.

Lo scenario è quello di una Verona tenebrosa e violenta, lacerata dai numerosi scontri politici e religiosi che fanno da sfondo alla vicenda amorosa tra i due ragazzi; una storia vissuta con la passione più pura e cristallina e sprezzante della scia di sangue circostante seminata dalle lotte intestine.


Per quanto riguarda l\'interiorità dei personaggi, la grandezza di Giulietta sta nel suo apparire umana e non idealizzata, come una creatura caratterizzata da quelle che sono le pulsioni sessuali e i desideri di tutti gli uomini e di essere, nello stesso tempo, una quattordicenne che per la prima volta scopre l\'amore e si affaccia alla vita. Allo stesso modo Romeo, pur ostentando i suoi slanci e le sue goffaggini, si mostra come il ritratto fedele di ogni giovane uomo in bilico tra adolescenza e maturità.


Motto della vicenda teatrale è \"Brucia fino in fondo la tua vita e muori giovane\", che abbraccia due possibili significati opposti: da un lato sembra quasi mostrarsi come un inno alla giovinezza, alla passione, al pericolo; dall\'altro lato si manifesta quasi come un presagio di rovina. Infatti la storia è colma di contrasti e di significati vari riguardanti il tema (pulsione dell\'eros - tensione di morte); i personaggi (giovani - vecchi); il linguaggio (alternato tra poetico e quotidiano); la spiegazione che si vuole dare della catastrofe finale (destino - incidente).


\"La sua opera riesce a parlarci, ad emozionarci ogni volta come fosse la prima in quanto ha la capacità di muoversi insieme a noi attraverso le epoche della nostra vita\", questo il pensiero del regista riguardo all\'opera di Shakespeare.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 14-02-2009 alle 16:48 sul giornale del 16 febbraio 2009 - 746 letture

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