Tolentino: un convegno sul counseling, dei cavalieri di San Valentino

famiglia 2' di lettura 18/02/2009 - Sabato 14 febbraio a Tolentino si è svolto il convegno nazionale dei \'Cavalieri di San Valentino\', organizzato dall\'associazione \'Prepos - Prevenire è possibile\', dal titolo \'L\'umanità del Counselor\', a cui hanno preso parte circa 200 persone provenienti da tutta Italia

Ma in cosa consiste l\'umanità del Counselor? Un counselor, in sostanza, è un amico che si prende il coraggio di dirti anche che stai sbagliando. Un counselor, se è bravo, deve perdere per far vincere il paziente. Infatti il counseling consiste, per dirlo in parole povere, in un orientamento, cioè offrire alternative, proposte, suggerimenti sui quali far perno per meglio comprendere noi stessi nelle varie fasi della vita


Al prof. Vincenzo Masini abbiamo chiesto delucidazioni su questi cavalieri: \"Oggi un cavaliere si presenta come un\'immagine un po\' fuori moda; però è un\'immagine che abbiamo utilizzato per trovare un paragone con ciò che oggi vuole fare un counselor, ovvero riuscire a portare un po\' di umanità, caricandosi sulle proprie spalle il senso di un impegno e la gioia di portare un po\' più di serenità e di felicità nelle relazioni, nei rapporti con le persone e nell\'incontro con gli amici. A Tolentino si sono riuniti counselor che provengono da tutta Italia proprio nel giorno di san Valentino, perché in questo senso si sentono \'cavalieri di San Valentino\'. Discutiamo di come il counseling non si fondi sulle tecniche, ma si fondi sull\'umanità e sulla capacità di leggere i bisogni degli altri\".


Il counselor è una professione nuova o un nuovo metodo di approcciarsi all\'altro?

\"Tutte e due. Da un lato il counseling è una modalità relazionale, che diventa anche professione nella misura in cui ci sono persone che imparano a gestire se stessi in rapporto con gli altri e cercare di contribuire al proprio miglioramento, alla gestione dei conflitti, alla gestione delle emozioni e delle insicurezze. Dall\'altro è un\'abilità che può essere trasferita all\'interno di tante altre professioni. Per esempio uno psicologo che non sappia essere counselor ha dentro sé una contraddizione di termine; probabilmente ha una cultura sterminata sulle strutture psichiche delle persone, ma se non è capace di entrare in relazione con il suo cliente, come può fare il suo lavoro? Ed entrare in relazione non si impara sui libri, non si impara nell\'accademia, ma si impara sull\'esperienza, perché questa esperienza non può essere scritta all\'interno dell\'accademia. E\' scritta sulla fatica, sull\'esperienza; è scritta sulla generosità e sull\'umanità del counselor. Se noi scriviamo questa competenza sull\'umanità riusciamo a dare qualcosa di nuovo ai bisogni che abbiamo intorno; se la costruiamo come mestiere inaridiremo anche il counseling\".






Questa è un'intervista pubblicata il 18-02-2009 alle 00:58 sul giornale del 17 febbraio 2009 - 937 letture

In questo articolo si parla di attualità, famiglia, simone baroncia, intervista





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