Da Veltroniani a Franceschiniani.

3' di lettura 25/02/2009 - Il fallimento della via americana di Uolter porta la Sinistra sulla via conventuale franceschiniana del catto-comunismo.

La Sinistra italiana è figlia del mito dell\'Est (il comunismo); negli anni settanta l\'ideologia marxista sovietica dei pepponi di casa nostra fu declinata in tutte le forme più esotiche: dalla Cina di Mao, alla Cuba di Fidel, fino all\'Albania di Enver Hoxha. Contemporaneamente arrivarono i miti dell\'Ovest: il pacifismo, Kennedy, Martin Luther King, la droga libera, la liberazione sessuale, il femminismo, gli hippy... La somma dei due miti produsse l\'avanzata del PCI dell\'epoca berlingueriana.


La caduta del muro di Berlino ha abbattuto il mito dell\'Est, il Veltronismo è stato l\'aggrapparsi tenace ai miti dell\'0vest nella speranza di surrogare la morte del Dio Ateo. Si fa rotta verso l\'America, si abbandona il rosso per il tricolore, si canta l\'inno nazionale a posto dell\'internazionale e si comincia a parlare inglese: I care, I have a dream, Yes we can... Ovviamente la vecchia classe operaia incomincia a non capirci più niente. Contemporaneamente la fusione tra ex-comunisti e ex- democristiani non funziona in partenza. L\'adesione al Partito Socialista Europeo dovrebbe essere l\'obiettivo naturale di una forza che voglia rappresentare il centro-sinistra europeo, come sull\'altra sponda lo è l\'adesione al Partito Popolare Europeo. Ma gli amici democristiani della parrocchietta hanno notevoli mal di pancia a definirsi socialisti. La catastrofe elettorale è anche figlia di una Waterloo ideologica.


I modelli politici americani non sono traducibili in Europa e in Italia, non serve dirsi fan di Barak Obama per essere giovani, belli, abbronzati e credibili. Il problema fondamentale della Sinistra italiana è sempre stato il suo massimalismo con tutto quel che ha causato. Se non ci fosse stato il biennio rosso 19-20 con la pretesa di \"fare come in Russia\", non si sarebbe aperta la strada al biennio nero 21-22 e a Mussolini. Nel dopoguerra il PSI di Nenni fu cannibalizzato dal PCI, Saragat lasciato in un angolino e per i compagni la parola \"socialdemocratico\" divenne un\'insulto pari quasi a quello di \"fascista\". In Europa la Sinistra guarda al Nord, il non voler accettare il modello delle socialdemocrazie scandinave o del laburismo inglese rimane il limite storico della sinistra italiana. Oggi si torna all\'antico, Franceschini, citando Arrigo Boldrini lo spietato Bulow della Resistenza, invita alla lotta catto-comunista contro Berlusconi. L\'antiberlusconismo è l\'unico collante che può tenere in piedi il PD, ma è per questi motivo non abbiamo una sinistra \"normale\".


In Europa le Socialdemocrazie sono state, in determinati periodi, motore di cambiamento politico; in Italia il centro-sinistra incarna l\'immobilismo. Parlare di modifica della Costituzione è per loro come voler infrangere le Tavole della Legge. Come gli antichi farisei volevano asservire l\'Uomo al Sabato, i sinistri nostrani vogliano sacrificare la Nazione per la Costituzione.


Massimo Stefoni cons. prov. AN - PDL


da Massimo Stefoni

Consigliere provinciale Macerata Alleanza Nazionale





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 25-02-2009 alle 23:40 sul giornale del 25 febbraio 2009 - 641 letture

In questo articolo si parla di politica, massimo stefoni





logoEV