Il dipinto di Mussolini a cavallo? E\' \'pacchiano\'...

mussolini a cavallo 4' di lettura 28/02/2009 - Sin dai tempi immemorabili il cavallo è stato considerato il simbolo della forza , del coraggio, della potenza e quindi del potere e della vittoria. Il cavallo è stato per secoli il simbolo della battaglia in quanto costituiva il mezzo che consentiva di porre in essere delle straordinarie tattiche militari che diversamente non si sarebbero potute porre in essere.

Era anche il mezzo che consentiva degli spostamnenti su lunghi percorsi . Gli scultori o gli artisti in genere quando non potevano raffigurare i loro personaggi nelle loro umane sembianze come gli uomini che si fossero distinti nel campo della cultura , delle arti o per altre virtù, come per esempio lo stesso Cristoforo Colombo, li hanno sempre posti , come è avvenuto per i conquistatori e gli uomini di potere, sopra un cavallo e, possibilmente, al di sopra di un basamento quanto più alto possibile perchè potessero essere ammirati dai posteri per le gesta da essi compiute; così è stato per Alessandro Magno, per degli imperatori romani conquistatori e così per grandi condottieri come Napoleone.


Da ormai qualche secolo il cavallo, tanto idolatrato dagli artisti quasi fosse stato il simbolo fallico di tutti coloro che hanno detenuto il potere con la forza sottomettendo tutti gli atri o gli avversari, è stato abbandonato come rappresentazione del potere ; la cultura che si è fatta strada dopo la rivoluzione francese ha consentito che gli artisti si fossero invece avvicinati progressivamente ad una simbologia caratterizzante ben altre virtù anziché la forza o la potenza. L\'analisi appena sopra accennata immagino sia stata alla base della lunga diatriba che si è scatenata allorchè si trattò di istallare sull\'alto basamento centrale dell\'Altare della Patria a Roma quel maestoso cavallo costruito ad onore e gloria del Padre della Patria quale fu il Re Vittorio Emanuele II . Tanta fu la discussione che quando si trattò di issare quel cavallo sembrò che una malaugurata sorte costringesse quel cavallo a rimanere nelle officine ove era stato costruito .E questa storia andò avanti per diverso tempo sino a che, appossimandosi il giorno previsto per l\'inaugurazione del complesso monumentale, il Re Vittorio Emanuele III pensò di risolvere la diatriba con una cena.


Infatti invitò l\'artista dell\'opera , qualche detrattore del cavallo e alcuni rappresentati delle Istituzioni ad una cena bandita all\'interno della pancia del cavallo stesso e ,al termine della cena, si raggiunse un accordo; sembra che il Re o altro autorevole commensale ebbe a dire che cavallo giù per virtù o cavallo su per potenza tanto uno comunque nella storia per forza in sella ci doveva stare . Fu così che nei giorni seguenti il cavallo venne issato sul previsto basamento. Ora a distanza di circa un secolo si ripropone la stessa questione a Corridonia . C\'è un Mussolini raffigurato a cavallo in un affresco dell\'aula consiliare ; è calvo come in realtà lo era ma è anche nudo ed avvolto in una atmosfera che indulge al surreale se non al metafisico; è pur vero che c\'è qualcosa di nuovo nella rappresentazione del cavallo e del suo cavaliere rispetto ai secoli andati , ma pur portandoci l\'artista al clima culturale del tempo del fascismo e alle simbologie del regime ciò non impedisce di ritenere che l\'opera è sembrata sicuramente anche ai suoi contemporanei eccessiva , fuori tempo e neppure coerente nel rappresenatare il personaggio che – ancora in vita - si sarebbe voluto omaggiare . Si capisce lo zelo degli Amministratori del tempo con cui essi hanno voluto fare onore al Capo del Fascismo, che forse molto aveva dato per Corridonia, ma rappresentare Mussolini a cavallo, nudo, calvo e per di più in una atmosfera surreale o metafisica quasi fosse stato nel contempo una dea e un conquistatore, immagino fosse stato eccessivo e pacchiano anche allora perchè si fosse trasferita quella l\'immagine ai posteri.


Mussolini amava le donne e la Guzzi ,ovvero la motocicletta, e non credo abbia conquistato l\'impero a cavallo come Alessandro Magno o Napoleone e non aggiungo altro. Se mi si potesse consentire di dare un consiglio direi al Sindaco di Corridonia di risolvere il problema invitando i sostenitori dell\'una tesi e dell\'atra in lizza circa il restauro del Duce ad una molto, purchè molto, parca cena , oppure ad una cena alla romana, evitando di fare spese inutili a carico della collettività di Corridonia .








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 28-02-2009 alle 16:57 sul giornale del 28 febbraio 2009 - 1492 letture

In questo articolo si parla di attualità, macerata, corridonia, giuseppe pigliapoco





logoEV