Tolentino: una serata con il Freedhope Festival

musica 3' di lettura 01/04/2009 - A Tolentino è iniziato il terzo anno di attività di Freedhope Festival, ospitando il cantautore Filomeno Lopez, in arte Fifito.

Il concerto ha entusiasmato tutti, specialmente i ragazzi delle scuole, che hanno dialogato con Fifito, impegnato da anni, ai massimi livelli sociali e politici, nell’opera di riconciliazione sociale della Guinea Bissau dilaniata dalla guerra. Alla fine del 2001 è stato a colloquio con Nelson Mandela e Desmond Tutu per studiare con loro lo sviluppo di iniziative musicali e di comunicazione destinate alla promozione del dialogo nell’Africa Sud – Sahariana.


Ma il Freedhope Festival ha ospitato anche il coro dei della Chiesa Evangelica ed ‘Anima Equal’, complesso composto da musicisti italiani ed africani. Nel corso della manifestazione Filomeno Lopez ha spiegato la grave situazione africana, funestata da guerre, carestie e malaria. A proposito della malaria il cantautore ha invitato gli studenti a pensare che questa malattia non è stata ancora debellata, anche se ci sono le ‘soluzioni’, ma le grandi case farmaceutiche non ne riscontrano la convenienza. In seguito ha spiegato il modo in cui lui cerca, attraverso la musica, di riconciliare la sua gente.


Al termine dell’incontro abbiamo chiesto di spiegarci in cosa consiste: “Consiste semplicemente di usare la musica come strumento per far sì che la gente possa ritrovarsi, parlare insieme e quando l’atmosfera è molto calda, si canta insieme, ci si tempra e si continua a parlare finché la gente che ha rancore dentro il cuore non si riappacifica”.


La musica come comunicazione: quale messaggio può veicolare? “La musica è importante, perché tutto ciò che noi facciamo dipende dalle nostre motivazioni interiori, da quello che ci dicono le corde della nostra mente e del nostro cuore. Non c’è strumento più adatto a colpire le corde del cuore se non la musica, per cui tante cose che passano attraverso la parola, senza negare l’importanza della parola, si concretizza attraverso la musica, perché essa ti predispone prima per poter ascoltare le cose con un occhio diverso e capire che la discordia esiste solo nella nostra testa”.

Infine chiediamo di spiegarci con quali occhi gli africani hanno visto il viaggio del Papa nel continente: “Per noi è stato il viaggio della speranza. Gli africani attendevano da molto tempo questa visita, non solo per confermare gli africani nella fede, ma anche per lasciare un messaggio a tutto il continente e quindi anche a coloro che non sono cristiani ma che vedono nel Papa una figura importante a livello mondiale, per cui una sua parola è fondamentale per le sfide che l’Africa affronta oggi nel contesto geopolitico in cui viviamo. Da questo punto di vista siamo stati molto contenti, perché ha portato un messaggio di speranza, ma anche di grido e di giustizia, ricordandoci che nel grembo di ogni morte nasce sempre un desiderio di vita. L’Africa quindi deve tenere duro sulla speranza”.





Questo è un articolo pubblicato il 01-04-2009 alle 21:58 sul giornale del 02 aprile 2009 - 628 letture

In questo articolo si parla di musica, attualità, simone baroncia





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