Terremoto: il peculato per distrazione

giuseppe pigliapoco 17/04/2009 - Il terremoto dell\'Abruzzo ci pone ancora una volta dinanzi alla precarietà strutturale e normativa con cui è governata la nostra democrazia.

E\' il problema di sempre che ad ogni piè sospinto riemerge con veemenza e ci pone dinanzi al dramma della incapacità inveterata di un popolo di sapersi gestire nella correttezza e nel rispetto delle regole ; anzi si potrebbe dire che in Italia il popolo stesso non premia le capacità e l\'intraprendenza ma privilegia coloro che quelle qualità sanno opprimere e deprimere per i loro toraconti politici e di basso profilo, sia attraverso le Istituzioni e quindi il potere , sia attraverso il controllo mass-mediatico e distorto dell\'informazione . E\' un giuoco al massacro della democrazia per andare a trovare prima o poi qualcosa di peggiore in cui l\'uomo di scarsa morale ha comunque lo spazio per emergere ed essere applaudito .


E\' il problema che ha scatenato il fascismo ieri e che affossa oggi amaramente una democrazia delle cui regole si innerva una parte della società mentre l\'altra , quella dei disonesti , trova molto spazio per trionfare . Solo uno sprovveduto può credere , infatti, che il sistema della giustizia Italiana sia un servizio alla collettività come lo era circa quindici anni fa e solo un ipocrita scarta l\'ipotesi della autoreferenzialità colpevole e nefasta dell\'esercizio di alcuni poteri . Dove un cittadino onesto possa trovare dei validi baluardi alla truffa ed al malcostume non si sa : certo è cha la situazione appare alquanto drammatica quando la ipocrisia costituisce il motore di una nazione . Da questo sfacelo morale che ogni giorno apprendiamo dalla televisione di Stato che non tarda neppure ad elencarci in modo ossessivo ed infinito gli sperperi di denaro pubblico, non credo ci sia possibilità di risorgere a meno che, senza tanto tergiversare, ci si appresti a trovare delle soluzioni ; e le soluzioni ci sono sol che ci si unisca per dare una virata ad un sistema che non può reggere sulla vigliaccheria e sul disfattismo o sul proselitismo da strapazzo come abbiamo visto coltivare da alcuni politici anche con la crisi Alitalia ed altre crisi .


Prima della riforma delle Istituzioni Parlamentari ( riforma che, neanche a dirlo, è stata bloccata dal referendum del 2006 ) , bisogna porre mano al ritorno alla praticabilità dei reati di peculato per distrazione e dell\'abuso in atti di ufficio . Il caso di Catania e di altre città di un lungo elenco lo dimostrano . Non sembra un caso che nel periodo della Prima Repubblica o della grande abbuffata dei primi anni \'90 sia stato abolito l\'abuso innominato (o colposo ) in atti d\'ufficio ed il peculato per distrazione (destinare somme con specifica destinazione ad altri scopi ) perchè quelle modifiche al Codice penale hanno di fatto consentito di dare spazio ad una maggiore incertezza nei controlli e nelle stesse responsabilità del pubblico ufficiale o di un incaricato di un pubblico servizio . Per il Pubblico Ministero dimostrare oggi il dolo specifico dell\'agente nell\'abuso in atti d\'ufficio è come andare a cercare un ago in un pagliaio e quindi non vi è alcuna difficoltà per i furbi a truccare un asta , un concorso pubblico oppure a scrivere una sentenza come un qualunque provvedimento amministrativo senza capo e ne coda . Chi si preoccupa con il lodo Alfano o Pecorella di uscire da una morsa nefasta e forse ingiusta perde tempo perchè il problema è ancora più a monte . Con il clima ammalorato del costume e con la caduta dei valori di legalità imparzilità , dell\'onestà e del rispetto non tardo ad immaginare come nella scuola come in altri rami della pubblica amministrazione si sia potuto anche far strada un relativismo delle coscienze che di certo non priviligia e premia le capicità e la buona volontà degli operatori.


Ora immagino con quale stato d\'animo possa essere costretto a lavorare un impiegato o un insegnante diligente quando il clima dell\'ambiente in cui si trovano inseriti è ammalorato dalla prevaricazione e dalla disonestà così come capita di conoscere attoniti praticando la professione di avvocato. Voi pensate che la lezione del terremoto servirà a qualcosa e ad aver ragione nei confronti di qualche responsabile ? E\' tutto tempo e denaro sprecato. Io credo che il colera che tempo fa spaventava Napoli sia nulla rispetto al colera che pervade la nostra democrazia . Il 25 Aprile voi fate quelle che credete ; per quanto mi riguarda , pur con animo angosciato, metterò doppia fascia nera al braccio per rispettare il lutto della democrazia e reciterò contrito un \'reqiem aeternam \' .






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 17-04-2009 alle 14:12 sul giornale del 17 aprile 2009 - 717 letture

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