Game Over: progetto per prevenire e combattere la dipendenza da gioco

progetto game over 3' di lettura 18/04/2009 - “Finisce l’azzardo, comincia il gioco!”. Con questo slogan, si è chiuso il progetto “Game Over”, promosso dall’assessorato alle Politiche sociali della Provincia di Macerata con la collaborazione dei Dipartimenti dipendenze patologiche dell’Asur e dell’Associazione Glatad onlus, con l’obiettivo di affrontare la dipendenza da gioco.

Il bilancio del progetto è stato fatto in un convegno che si è svolto nell’Aula Magna dell’Università di Macerata. “Chiudiamo la prima parte di questo progetto – ha detto l’assessore provinciale alle Politiche sociali, Alessandro Savi –, iniziato tre anni fa e con il quale abbiamo promosso una serie d’iniziative per affrontare questo problema. Non vogliamo, infatti, demonizzare il gioco in quanto tale ma abbiamo bisogno di valutare quale sia il rischio sociale ed individuale legato alla patologia dell’azzardo. Per questo, è stato allestito lo sportello d’orientamento e di consulenza, realizzato dalla Provincia tramite il Glatad, al quale i giocatori e le famiglie possono rivolgersi per chiedere aiuto chiamando il numero verde 800 984565. E’ stata anche creata, dopo una formazione specifica, una rete di operatori che possano lavorare in sinergia per occuparsi di queste persone. Questa è un’azione che ci vede fra le prime Province in Italia ad analizzare questo fenomeno”.

E per meglio capire cosa succede sul territorio provinciale, è stata realizzata una prima indagine sul fenomeno, presentata da Maurizio Principi, presidente del Glatad, e da Alessandro Scatizza, sociologo dell’associazione, da cui è emerso che le persone interessate da dipendenza patologica da gioco, secondo una stima epidemiologica, sono circa 1.600 in provincia sul 70-80% della popolazione che ha giocato d’azzardo almeno una volta. E’ stato stimato che il 3,8% degli adolescenti sia fra questi giocatori, con la stessa percentuale di diffusione fra gli adulti.

Con il diffondersi delle lotterie istantanee, come il ‘Gratta e vinci’ – ha spiegato Scatizza -, è aumentata la frequenza dei giocatori specie fra le donne che, in questa specialità, superano gli uomini. La spesa media per i giochi, a settimana, è di 15 euro, con punte fino a 30 euro, con persone che giocano anche due-tre volte”.


Dal 2004 al 2007, il numero dei biglietti venduti per il “Gratta e vinci” è sestuplicato. Nel 2008, si stima che il numero di biglietti venduti sia otto volte superiore a quello del 2004, con un volume d’affari salito da 2,4 a 22 milioni di euro. Per gli altri giochi, diminuisce il lotto di 8 milioni di euro, il Bingo aumenta di 3 milioni, le scommesse sportive aumentano di 3 milioni ma quasi nessuno gioca più al Totocalcio, quelle ippiche aumentano di poco. Cresce la Lotteria Italia.


L’intervento su queste persone, hanno detto Gianni Giuli del Dipartimento dipendenze patologiche dell’Asur di Macerata e Camerino, e Mario De Rosa del Dipartimento dipendenze patologiche di Civitanova Marche, è di tipo multidisciplinare, sia farmaceutico per il trattamento dei sintomi di ansia e di depressione, sia psicoterapeutico per affrontare la dipendenza psicologica dal gioco d’azzardo. Un ruolo fondamentale hanno, in questo percorso di trattamento, l’esperienza dei gruppi di auto-mutuo aiuto, rappresentati al convegno da Gabriele Lampa dell’Ama.







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 18-04-2009 alle 17:13 sul giornale del 18 aprile 2009 - 944 letture

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