Giovanni Ginobili: un maceratese finito nel dimenticatoio

18/04/2009 - Il maceratese Giovanni Ginobili (Petriolo 1892 – Macerata 1973), nonostante una settantina di pubblicazioni stampate a spese proprie pur di tramandarci il dialetto, usi, costumi e leggende, è ormai caduto completamente nel dimenticatoio di una Provincia molto attenta al recupero di personaggi, sovente usati per autocelebrazioni.

Eppure è curioso che ai nostri amministratori, presidenti di enti, associazioni e compagnie di ventura, sia sfuggito che Guido Piovene nel “Viaggio in Italia”, spesso citato dagli stessi a sproposito, dedichi un’intera pagina al nostro antropologo: “Uno studioso locale, Giovanni Ginobili, vide nella sua infanzia liti furiose di comari che si denudavano in piazza perché le loro membra, non si sa come, dimostrassero a tutti, con il loro semplice aspetto, la fedeltà al marito, forse credendo che il peccato le avrebbe fatte dimagrire o annerire; oppure s’insultavano senza parole, mostrandosi in successione oggetti d’uso casalingo, che nel linguaggio muto della convenzione significavano oltraggio, sino a comporre tutto un lungo discorso”.


Piovene ci offre inoltre una rara ed efficace descrizione del personaggio: “Giovanni Ginobili, maestro elementare, e studioso superstite del folclore marchigiano, abita a Macerata; è piccolo, con i capelli bianchi ritti a fiamma, che quasi ne raddoppiano la statura; ha raccolto canti, proverbi, musiche, costumanze, in una dozzina di libri e d’opuscoli”. E ancora “Una volta si portò a casa una mendicante decrepita di 92 anni per un accenno a una leggenda che gli era parso di cogliere nei suoi balbettii”. Insomma ritengo che il nostro Ginobili meriti una laurea ad honorem, una via cittadina o almeno una lapide fuori la casa di Macerata, quella casa in via Emanuele Filiberto dove ha abitato tanti anni con la sua numerosa famiglia. Comunque Giovanni era un gran burlone che aveva previsto l’ingratitudine del popolo bue maceratese, tanto che nell’ultimo chiostro del cimitero di Macerata ha lasciato a futura memoria un epitaffio che consiglio di leggere.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 18-04-2009 alle 14:22 sul giornale del 18 aprile 2009 - 3269 letture

In questo articolo si parla di attualità, macerata, gabor bonifazi, architetto


Francesco Ginobili


Grazie.signor Architetto, ho saputo molto in ritardo di questa Sua cortese nota.<br />
La ringrazio a nome di mia sorella e dei miei altri tre fratelli.<br />
Dal momento che io sono il maggiore dei figli di Giovanni Ginobili, ricordo con quanto amore, con quanta dedizione,il mio amatissimo Padre volle salvare una parte di quella che era la cultura della nostra gente.<br />
Lo ricordo con tanta nostalgia, quando seduto di fronte allla scrivania, dedicava il suo tempo alle sue ricerche, ai suoi studi, mai stanco ma vieppiu\' determinato al compimento di quella che pensava fosse una missione.<br />
Che la Sua opera sia caduta nel dimenticatoio, lo si deve alla sottocultura che oggi pervade il mondo.<br />
L\'opera di Giovanni Ginobili vivra\' e sarà testimonianza di grandissimo valore, anche in un mondo di incolti.