Camerino: Unicam nei Comuni colpiti dal sisma

castel di ieri 3' di lettura 21/04/2009 - A Castel di Ieri, comune abruzzese con poco più di trecento abitanti, sono rimasti quattro gatti, nel vero senso della parola: due neri, uno tigrato, uno grigio; gli abitanti sono nella tendopoli allestita cinque giorni dopo il sisma, sabato 11 aprile, i lettini sono arrivati ieri, intorno alle quattro.

Non è crollata nessuna abitazione, ma quasi tutte sono inagibili: enormi crepe, canterti venuti giù, stradine e vicoli impraticabili. Nessun morto, fortunatamente, nessun ferito, tanta paura, il centro storico completamente chiuso al pubblico, un abitante su due nella tendopoli, gli altri negli alberghi lungo la costa o presso famiglie che hanno messo a disposizione le proprie case.

Un assordante silenzio permea il paese che non conosce troupe televisive o giornalisti d’assalto, ma il suo sindaco, una donna, ha fatto sentire forte la sua richiesta di aiuto, pur nel rispetto delle urgenze e delle situazioni drammatiche che nei giorni immediatamente successivi al terremoto hanno avuto la precedenza.

Nella tendopoli ci sono anziani, famiglie con bambini anche molto piccoli, persone con problemi di salute, gente spaventata: da questa gente è arrivato l’invito al Prof.Emanuele Tondi di Unicam, tre giorni fa, ad andare a spiegare cosa sia successo, cosa ancora aspetta quei luoghi, quanto durerà questo lungo momento di disagio che sta mettendo a dura prova, tutti.

Da Unicam è arrivata immediata la risposta: ieri mattina, il prof.Tondi e la prof.ssa Invernizzi erano a Castel di Ieri: accompagnati dal sindaco e da due assessori del luogo, hanno visitato il paese, parlato con la gente, spiegato, nella tendopoli, cosa sta capitando. “Siamo qui, - ha detto il Prof.Tondi, - per portare, oltre che la nostra esperienza di geologi al vostro servizio, anche una testimonianza di fiducia e speranza: dieci anni fa, la comunità universitaria di Unicam, le città di Camerino, Serravalle, Colfiorito e la popolazione di tanti altri nostri paesi hanno vissuto ciò che voi state vivendo ora; si riesce ad uscirne, ve lo assicuro. Ma se ne esce avendo maggiore consapevolezza dell’importanza della prevenzione, costruendo case che rispettino tutti i criteri previsti per le costruzioni antisismiche, ristrutturando bene e non illudendosi che il terremoto “tanto non tornerà”. Quando il terremoto tornerà, non dovrà farci paura, perché avremo la certezza di aver ricostruito in maniera corretta, di aver seguito i criteri indicati, perché tragedie come quella dell’Aquila non accadano più”.

Più di due ore in tendopoli, a rispondere ai quesiti di tutti, ai dubbi, alle paure, alle curiosità, come quella di un bimbo che, alzando timidamente la mano, rosso in viso, chiede perché i terremoti avvengano sempre di notte: un seminario, quello del Prof. Tondi, tenuto al di fuori degli ambienti usuali, ma quanto mai utile, grazie al confronto diretto con i cittadini colpiti da questo tragico evento, perché il lavoro del ricercatore è anche questo, mettere a disposizione della collettività le proprie conoscenze, comunicando i risultati delle proprie ricerche, in maniera semplice e chiara, nelle aule di un ateneo oppure in una tendopoli, dove serve.







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 21-04-2009 alle 17:30 sul giornale del 21 aprile 2009 - 734 letture

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