San Severino: Martini interviene sulla lottizzazione Pieve-Colmartino

Cesare Martini 4' di lettura 22/04/2009 - Il sindaco di San Severino Marche Cesare Martini interviene in merito alla raccolta firme contro la Lottizzazione Pieve – Colmartino.

A distanza di circa un mese dalle critiche sollevate dal signor Luigi Zura Puntaroni, con servizi a pagamento sulla stampa, contro la nuova lottizzazione Pieve – Colmartino, mi vedo costretto a tornare sulla questione perché adesso lo stesso cittadino, in rappresentanza ancora una volta esclusivamente di sé stesso, ha promosso una raccolta firme. L’Amministrazione comunale ha autorizzato la petizione, in ossequio al rispetto della trasparenza della propria azione, concedendo l’istallazione di un gazebo nella centralissima piazza Del Popolo nonostante il signor Zura Puntaroni abbia disatteso alla richiesta di informare i cittadini circa l’iter della lottizazione e circa quello che avrebbe comportato per i cittadini stressi l’eventuale diniego da parte dell’Amministrazione.


I firmatari della petizione in questione, tuttavia, hanno il diritto, a mio giudizio, di essere informati sul reale stato delle cose. La storia della lottizzazione Pieve – Colmartino ha inizio nel lontano marzo del 1990 quando l’allora Amministrazione Vissani inserì il progetto all’interno del vigente Prg. I Consigli comunali successivi, svoltisi tutti nel luglio 1991 a guida del sindaco Pelagalli e presente anche Vittorio Sgarbi, affrontarono poi le osservazioni fino a che, dopo l’iter di approvazione in Regione, nel maggio del 1995 un successivo Consiglio comunale, con il sindaco Rossi, adottò definitivamente il Prg tuttora vigente. Va detto che l’argomento della lottizzazione Pieve – Colmartino è stato affrontato da tutte Amministrazioni comunali passando per i sindaci Vissani, Pelagalli, Rossi ed Eusebi. L’Amministrazione Eusebi, in particolare, che già probabilmente avrebbe potuto fare ben poco, dal novembre del 1999 al dicembre 2004, ha affrontato la questione in ben cinque Consigli comunali ed in quattro delibere di Giunta. Il primo schema di convenzione per l’attuazione del piano di lottizzazione stessa si è avuto nei consigli comunali del 1999 e 2000.


E la stessa è andata sempre avanti con l’approvazione della maggioranza pur registrando astensioni e voti contrari da parte delle opposizioni. Il signor Luigi Zura Puntaroni, che ricordiamo anche candidato nella lista guidata da Fabrizio Grandinetti, in tutto questo tempo, stranamente, si è guardato bene dal sollevare dubbi e perplessità. Insomma, non è mai intervenuto a differenza di oggi. Tutti i politici settempedani degli ultimi venti anni hanno affrontato il discorso Pieve - Colmartino ma nessuno si è mai opposto alla lottizzazione: né Fabrizio Grandinetti, né Umberto Ferroni, né Pietro Cruciani, né Sauro Cipolletti, né Francesco Foglia, né Gilberto Chiodi, né Mario Chirielli, né tanti altri. L’attuale Amministrazione comunale ha ricevuto il piano di lottizzazione dopo che erano stati risolti i problemi relativi alla mancanza di un acquedotto a servizio della stessa lottizzazione ed erano stati risolti i numerosi contenziosi esistenti fra i proprietari lottizzanti e le varie società costruttrici delle opere. Nel ribadire che non si condivide la lottizzazione, vista la necessità di ricucitura del centro abitato e l’oggettiva difficoltà che la stessa rappresenta alla programmazione del nuovo Prg, l’Amministrazione attuale, essendo maturati diritti certi nei confronti dei lottizzanti, si è vista obbligata recepire quanto già deciso da altri considerato che dare una risposta negativa alla costruzione di alloggi in località Pieve – Colmartino, avrebbe significato dover rifondere richieste di risarcimento danni per non meno di 400 milioni di euro.


Nonostante questo ci siamo preoccupati, come amministratori, di garantire la qualità delle nuove costruzioni inserendo l’obbligo di utilizzo di tecniche di bioarchitettura ed edilizia bioclimatica, e che i costi di vendita non siano superiori a quelli dell’edilizia residenziale pubblica. Gli appartamenti saranno realizzati e posti in vendita solo dopo che i primi saranno stati occupati dagli inquilini proprietari, e comunque entro dieci anni. Passato tale termine, infatti, la realizzazione di nuovi immobili potrà avvenire solo a condizione che siano prima approvate e realizzate tutte le opere di urbanizzazione e sia stipulata una nuova convenzione. L’obiettivo dell’Amministrazione è quello di calmierare i prezzi che continuano ad essere troppo alti, soprattutto per le giovani coppie, per chi ha difficoltà a sobbarcarsi mutui a molti zeri ventennali e trentennali, attraverso il rispetto dei parametri di edilizia convenzionata. Questa è la realtà delle cose, il resto sono solo chiacchiere e pura demagogia.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 22-04-2009 alle 15:35 sul giornale del 22 aprile 2009 - 1289 letture

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