Rapporto uomo-donna: occorre una riflessione

giuseppe pigliapoco 25/04/2009 - Il nostro tempo è caratterizzato dal progressivo mutamento nei rapporti uomo-donna e quindi anche nel rapporto tra moglie e marito.

I movimenti di liberazione della donna hanno consentito che questa da una posizione di sudditanza all\'uomo e di minorazione anche sul piano culturale sia passata ad un maggiore padronanza dei propri mezzi consentendo a sua volta all\'uomo stesso una maturazione più profonda che ha portato , di converso , anche ad un giovamento nella crescita dello stesso rapporto di coppia . Si può sicuramente sostenere che il progresso civile e morale di un popolo o di una nazione è anche proporzionale alla crescita culturale complessiva ed allo stesso grado di liberazione della donna .


Due emisferi si raggiungono ed ora si confrontano ed insieme costituiscono o dovrebbero costituire la forza stessa del progresso civile e morale di un popolo . Gli streotipi del passato ormai sono andati in soffitta ma rimane prtuttavia qualche retaggio del passato che stenta ancora a morire anche nell\'immaginario collettivo . L\'uomo non perde a volte la sua nomea di farfallone o di colui che avendo poco intelletto per capire le donne e la loro evoluzione pensa di risolvere tutti i problemi di coppia o della famiglia con la forza o con l\'arroganza mentre , dall\'altro , la donna ,che ormai si sente libera , pensa di avere buon gioco nel sovrastare i sentimenti di un uomo convinta di poterlo colpire nella sua fragilità psicologica o sentimentale ma senza rendersi conto che, in definitiva, colpisce ed umilia se stessa .Si tratta di due forme diverse di violenza con la differenza che mentre l\'una può colpire nel fisico , l\'altra , forse più grave , colpisce lo spirito e demolisce subdolamente l\'equilibrio dei rapporti familiari e quindi anche l\'equilibrio dei rapporti con i figli .


Si sono superate tante barricate tra i sessi ma è rimasto lo scontro di sempre che si giuoca su due versanti contrapposti : con il sentire che pervade i tempi di oggi in ordine alla posizione sociale della donna e con le leggi che abbiamo , l\'unico a perderci ora è e rimane sempre l\'uomo . Recenti fatti di cronaca hanno spinto l\'immaginario collettivo a credere che l\'uomo è debole perchè è colui che non riesce a crescere psicologicamente e non riesce a rispettare la donna . E\' tutto vero ed è tutto giusto ma non ci si domanda mai quali siano, in talune situazioni, le cause o i meccanismi che scattano nella mente umana sino a costringere qualche uomo ad arrivare a gesti inconsulti o estremi . E\' noto agli psicologi che il rapporto di coppia, in un tempo di emancipazione femminile, si regge esclusivamente sulla interattività o sulla interazione o nello scambio di sollecitazioni di umanità in un giuoco empatico culturalmente emancipato che deve essere spontaneo e che a sua volta deve ogni giorno essere idoneo a rinfrancare nella stima reciproca ed a rinvigorire la coscienza del se delle persone coinvolte . L\'equilibrio del rapporto è sicuramente fragile ma è sempre più importante per le sicurezze che da esso si sprigionano e che sono sempre più necessarie per superare le difficoltà di ogni giorno . Infrangere quell\'equilibrio è certamente detestabile per tutte le conseguenze che ne discendono , senza considerare che il più delle volte , a lungo andare, quel disequilibrio è anche portatore nella persona più buona e sensibile che è costretta a subire la distrazione o la insensibilità o le angherie dell\'altro,di veri e propri disturbi psico-fisici ed anche di malattie.


Certamente prima di giudicare i fatti nella loro materialità bisogna capire che cosa c\'era più a monte nel rapporto di coppia . E\' presto detto . La donna che , pur separata , non facilita o vieppiù ostacola il rapporto del padre con i figli o il mantenimento della stima dei figli verso il padre, compie qualcosa che sul piano psichico è sconvolgente ed è sicuramente causa di disturbi mentali e poi fisici per colui che è costretto a subire e che nel contempo si rende conto delle conseguenze e dei pericoli che si potrebbero innescare nella crescita dei figli . E\' un pezzo di cuore che viene sradicato dal petto dell\'altro ; è una vita sentimentale che viene posta a repentaglio ed è un colpo alla natura ed al proprio sangue che umilia e ferisce . E\' facile intuire inoltre se un simile comportamento non sia anche rivelatore della qualità pessima dei rapporti interattivi mantenuti in costanza di matrimonio . A volte in quei rapporti vi è la disumanità pura che fa parte anche del bagaglio culturale di tante donne che si ritengono emancipate ovvero libere anche di prendersi giuoco dei sentimenti e delle prerogative umane dell\'altro . Evitiamo ulteriori commenti perchè le persone di buon senso hanno la capacità di capire e di andare anche altre a queste modeste parole che sono forse non esattamente rappresentative. Le norme europee prima ed il legislatore italiano poi hanno previsto l\'affidanento condiviso tra i coniugi proprio al fine di consentire, soprattutto all\'uomo padre, di mantenere la sua genitorialità e quindi di conservare una parte importante ed indefettibile della sua stessa esistenzialità che irresponsabilmente molto spesso gli viene negata . Tali norme sono indicative di un comportamento che dovrebbe essere scontato tra persone dotate di un normale intelletto ma , purtroppo, capita spesso di assistere a delle penose situazioni avverso le quali non vi è oggi un rimedio se quell\'ostruzionismo inumano viene ripetutamente posto in essere. Il gesto di reazione dell\'uomo viene punito anche penalmente ma mai verrà punita la violenza psicologica esercitata prima che quel gesto venisse posto in essere e che è di gran lunga molto più pesante e grave a fronte del quale non c\'è mai un rimedio per indurre la donna alla ragionevolezza, alla colloquialità e alla condivisione .


In sostanza l\'uomo farfallone o prepotente molto spesso è anche un buono che è sempre costretto a subire sia in sede di separazione perchè si vede privato della sua casa , sia dopo la separazione perchè addirittura viene privato di fatto della sua genitorialità . Bosogna prendere coscienza che una nuova realtà si para innanzi ai nostri occhi e che la violenza è di molteplice natura fattuale . Appare evidente che il Legislatore deve fare un nuovo passo in avanti per adeguarsi ai tempi che avanzano e che vedono oggi irraggiungibile e non contenibile quella violenza che in diverso modo si manifesta prima tra le mura domestiche e poi nei rapporti successivi alla fine di un matrimonio. Purtroppo si fa presto ad aprire bocca ed a sputare delle sentenze ma il consesso familiare è ormai ben diverso rispetto alle più consolidate realtà in cui vige il principio del \'mulieres in Ecclesia taceant\' . Il non intervenire efficacemente a ristabilire un nuovo ordine nel diritto di famiglia significa attendere passivamente alla distruzione dell\'istituto familiare al punto di dover consigliare già da ora all\'uomo che intende sposarsi, di garantirsi quantomeno che la sposa non porti solamente in dote il corredo ma anche la casa e che si sottoponga a sottoscrivere quanto necessario in previsione di quel che ci si potrebbe attendere in caso di separazione .






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 25-04-2009 alle 14:40 sul giornale del 25 aprile 2009 - 1019 letture

In questo articolo si parla di attualità, macerata, giuseppe pigliapoco