Musicultura: Giovanni Block è il vincitore della XX edizione

giovanni block 4' di lettura 30/06/2009 - Il caloroso applauso del pubblico dopo la sua esibizione ha praticamente anticipato il verdetto: Giovanni Block è il vincitore della XX edizione di Musicultura, che si è aggiudicato il Premio Banca Popolare di Ancona di 20.000 euro .

Il suo brano “L’aquilone” ha convinto la maggior parte del pubblico votante, radunatosi nell’Arena Sferisterio per la serata finale del Festival condotto con grande simpatia ed entusiasmo da Fabrizio Frizzi.

Vincitori del premio della critica le “Cordepazze”, gruppo palermitano in concorso con l’ironico pezzo “Sono morto da 5 minuti”. Un teatro tutto esaurito è stato la cornice di questa magica serata di chiusura.

Dopo l’esibizione dei vincitori a salire sul palco è stato Sergio Zavoli, che ha regalato al pubblico degli estratti della sua ultima prova letteraria, “La parte in ombra”, resoconto poetico della vita dell’autore. Toccante l’incontro del grande giornalista con un suo amico, mostro sacro del cinema, ospite a sorpresa: Ettore Scola.

Il regista nel parlare del rapporto tra parole, note e immagini, ha commentato “Bisogna avere il senso delle proporzioni. La musica all’interno di un film ha la stessa importanza della sceneggiatura e delle immagini. Bisogna fare in modo che parole, note e immagini non litighino tra loro”.

A rafforzare le sue parole un esempio magistrale: il film “Una giornata particolare”, di cui sono state proiettate le scene finali. Poesia, cinema ed ovviamente lei, la musica, di nuovo protagonista per una performance speciale. Per i vent’anni del festival, infatti, non poteva mancare, a dieci anni dalla sua scomparsa, un omaggio al grande Fabrizio De Andrè, primo firmatario insieme a Giorgio Caproni del Comitato Artistico di Garanzia. A suggellare il connubio tra il Faber e il Festival, Cristiano De Andrè, che ha proposto in anteprima un assaggio del tour estivo “De Andrè canta De Andrè. “Essere qui è per me una doppia emozione – ha raccontato Cristiano – a causa del ricordo del 10 agosto 1998, quando partecipai a questa manifestazione con mio padre e fu una serata unica”. “Lui – ha continuato – è stato il prima artista a sostenere Musicultura. Trovarmi qui a cantare le sue canzoni è molto emozionante. Nei due anni di tournee fatta insieme ci siamo conosciuti di più, siamo diventati davvero intimi. E per me lo spettacolo “De Andrè canta De Andrè” sarà un modo per tenere in mano questo filo, perché vorrei raccontargli altre cose e vorrei ci fosse ancora la possibilità di farlo”.

Commosso il pubblico, che ha accompagnato i quattro brani eseguiti da De Andrè con applausi calorosi e ricchi d’affetto, cantando sottovoce, bisbigliandola appena, “La canzone di Marinella”, quasi a non voler intromettersi nel rapporto che lega un figlio ad un padre tanto speciale. Successivamente, cambio di atmosfera: sul palco Matthew Lee, uno dei rock’n’roll man più completi e carismatici del panorama musicale internazionale. Il giovane musicista pesarese ha entusiasmato il pubblico con la sua performance, fatta di note velocissime, virtuosismi, pezzi suonati con i gomiti e persino con i piedi, per lasciar spazio, poi, ad una donna, una delle voci più colte dello scenario italiano, Alice. La cantante ha trasmesso ai presenti le emozioni nate dal sodalizio artistico con Franco Battiato, toccando l’anima dell’Arena con la sua interpretazione de “La cura”, brano che ha palesato al pubblico l’attenzione dell’artista per la dimensione poetica della musica.

Infine, il momento forse più atteso: la PFM-Premiata Forneria Marconi, l’unico gruppo che negli anni ’70 riuscì a portare il rock italiano in concerto a New York. Di nuovo un inevitabile omaggio a Fabrizio De Andrè, con canzoni che hanno indelebilmente segnato la carriera del cantautore genovese: “Bocca di Rosa” e “Il pescatore”, pezzo che ha visto Cristiano De Andrè a sorpresa salire ancora sul palco, per dar vita ad un’esibizione unica, a trenta anni dallo storico Tour di Fabrizio con la Pfm. Un momento unico, da far venire i brividi, che rimarrà senz’altro nella storia della musica e negli annali di Musicultura.

Entusiasmo e grandissima partecipazione dei 2500 spettatori si sono visti qundo la band ha eseguito due pezzi che hanno firmato la storia del rock del Bel Paese: “La carrozza di Hans” e “Impressioni di settembre”. Un finale strepitoso che ha fatto scendere il sipario su una serata indimenticabile, non prima però dell’annuncio del vincitore assoluto del Premio Banca Popolare di Ancona, Giovanni Block.







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 30-06-2009 alle 15:04 sul giornale del 30 giugno 2009 - 784 letture

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