San Severino: Gianni D\'Elia ha chiuso la rassegna \'Marche Poesia\'

d\'elia e aronne 2' di lettura 30/06/2009 - L’incontro con Gianni D’Elia, figura di primissimo piano nel panorama della poesia italiana contemporanea, ha chiuso, presso il piano nobile del palazzo comunale di San Severino Marche, l’ultimo degli appuntamenti previsti dalla rassegna di poesia contemporanea “Marche Poesia” organizzata dall’assessorato comunale allo Sviluppo culturale ed a cura di Alessandro Seri dell’associazione culturale “Licenze Poetiche”.

L’incontro con D’Elia può essere considerato un evento culturale di notevole livello sia per la lunga e appassionata conversazione, che ha visto come protagonista il poeta pesarese accompagnato dalle raffinate interpretazioni musicali del chitarrista settempedano Daniele Ramaccini, sia per la folta partecipazione di pubblico presente nella sala Rossa del palazzo comunale.

La prima parte della serata è stata dedicata alla presentazione dell’ultima raccolta poetica dell’autore intitolata Trovatori (2007) dove D’Elia accentua l’impiego di una lingua decisamente orale segnata da un mixage tra toni colti e popolareggianti (“tra cantina e cantiere”) che si richiama al “parlar franco” degli antichi trovatori provenzali come esplicitamente dichiarato fin dal titolo dell’opera, ma anche al parlate del padre Dante che da quei poeti ha tratto forte ispirazione. Si tratta di un voluto ritorno alla tradizione, alle radici stesse delle poesia in volgare per riscrivere la poesia del Duemila (praticamente rileggere il passato per innovare).

Ci troviamo così di fronte a un poema scandito in sei capitoli (La cena, La tempesta, In questa sera, La scomparsa, Una discesa nel Limbo) che assumono una cadenza assolutamente dialogica e immaginifica, rappresentando in forma teatrale e cinematografica, l’incontro conviviale di voci amiche che strettamente dialogano fra loro sui massimi sistemi dell’esistenza: gli ideali, l’impegno civile, l’antifascismo e la Resistenza, i valori morali e umani che sono alla base della coscienza individuale e collettiva. Ma come accade nella realtà quotidiana in questo poemetto narrativo, dove la voce dell’autore si mescola e si confonde con le voci del collettivo, il senso individuale della vita si trasforma in senso comunitario e politico.

Per questo lungo le pagine del poema compaiono il padre del poeta e tanti amici legati al mondo del privato, ma anche personaggi politici e grandi campioni dello sport (particolarmente toccante la pagina dedicata a Pantani la cui fine viene tragicamente avvicinata a quella di Pasolini), ma queste pagine, segnate dalla raffinata musicalità di questi versi, contengono anche un omaggio ai padri intellettuali Leopardi e Pascoli, Roversi e Fortini, Giulio Einaudi e Ingrao, ma soprattutto Pasolini, il grande poeta, regista, narratore e profeta civile, la cui libera voce di maestro delle coscienze è stata barbaramente spenta dalla violenza assassina.







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 30-06-2009 alle 12:33 sul giornale del 30 giugno 2009 - 1097 letture

In questo articolo si parla di poesia, politica, san severino marche, Comune di San Severino Marche





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