Recanati: le città di Biagio Biagetti

25/09/2009 - Una bella mostra davvero quella allestita in memoria di Biagio Biagetti al Centro Nazionale di Studi Leopardiani di Recanati. Anche il titolo è particolarmente azzeccato: “Le città di Biagio Biagetti”.

Un itinerario attraverso le opere lasciate in giro per il mondo dal prolifico artista decoratore, nato nel 1877 a Porto Recanati anzi a Recanati perché l’autonomia arrivò dopo. E così in questo lungo percorso a volte logico e altre cronologico si può andare alla ricerca delle opere con i bozzetti preparatori esposti. Un artista meticoloso che si cimenta soprattutto nell’arte sacra con varie tecniche e stilemi che non si sottraggono al divisionismo e soprattutto a quella belle époque e al fascino discreto della villeggiatura. Molte di quelle opere nate dai bozzetti esposti a Recanati le conoscevo.


Avevo avuto più volte occasione di discutere degli affreschi dell’ambulacro della Misericordia di Macerata (Natività, La fuga in Egitto, Le Nozze di Cana) con il rettore mons. Elio Gallegati, forse l’ultimo sacerdote competente di arte. Come pure ho visto più volte l’opera che adorna la Cappella Slava della Basilica di Loreto. Comunque non avevo mai visto i bozzetti preparatori agli arazzi nuptialia, commissionati nel 1904 dal conte Leopardi in occasione del suo matrimonio con la contessa Rosita Carotti: Apollo e Dafne e Dafni e Cloe.


Opere giovanili di una straordinaria carica erotica. A Montelupone ho più volte visto “La storia del pane” affrescata nella sala da pranzo di palazzo Emiliani. A Porto Recanati ebbi la fortuna di ammirare l’originale della “Sacra Famiglia” affrescata alla parete della sala da pranzo di palazzo Lucangeli e anche le tempere di Villa Terni. Purtroppo quando, grazie a Mariella Montali entrai in questa villa con torretta belvedere (ora direbbero torre d’avvistamento!), non percepii la bellezza delle quattro scene all’ingresso, una sorta di trionfo dello sport, del tempo libero, dell’ozio del vivere in villa: “Il mare”, “Il tennis”, “La passeggiata” e “La caccia”.


Queste opere vennero commissionate nel 1904 al Biagetti dal conte Tomassini – Barbarossa; infatti avevo già attribuito il progetto della villa all’architetto Pio Piacentini (il padre di Marcello). Egli la costruì sulle rovine di una villa del conte Torre, “Quiete a mare”, l’ebreo milionario anconetano Gaetano Terni, mentre la scuderia venne costruita su progetto dell’architetto Gaetano Koch. Aggiungiamo infine che l’edificio passò ad un Ordine religioso e che recentemente è stato acquistato da un operatore immobiliare di Porto Recanati.


Ancora pochi giorni per visitare “Le città di Biagio Biagetti”, perchè l’esposizione chiuderà i battenti il trenta settembre. Chissà quando potremo rivederla e riflettere sulle opere del pittore, affreschista, decoratore allievo di Ludovico Seitz., amico dell’architetto Marcello Piacentini e nominato da Papa Benedetto XV Direttore artistico per le Pitture delle Gallerie e dei Palazzi Apostolici.







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 25-09-2009 alle 17:18 sul giornale del 25 settembre 2009 - 1168 letture

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