Bilancio sociale: numeri, obiettivi e valori di due associazioni che lottano contro la povertà

convegno “Social reporting nelle organizzazioni di volontariato” 4' di lettura 14/10/2009 - Si è svolto martedì, all’Università di Macerata, il convegno “Social reporting nelle organizzazioni di volontariato”, organizzato dal Centro servizi per il volontariato in collaborazione con la Facoltà di Economia; all’evento sono intervenuti mons. Giuliodori e l’assessore regionale al Bilancio, Pietro Marcolini.

“È uno strumento tecnico fatto di obiettivi e risultati, misurati con le grandezze appropriate, ma dietro c’è anche tanta passione e volontà”: Katia Giusepponi, della Facoltà di Economia dell’Università di Macerata, ha così sintetizzato il senso del Bilancio Sociale (Social Reporting) di due associazioni, il Centro di ascolto Caritas Macerata e i Gruppi di volontariato vincenziano (GVV) Marche (attive nel campo delle povertà estreme e delle fragilità sociali) presentato ieri all’Università di Macerata.



All’evento, organizzato dal Centro servizi per il volontariato (Csv) in collaborazione con la Facoltà di Economia hanno preso parte Enrico Marcolini, presidente del Centro d’ascolto Caritas e presidente del Csv Marche; Paola Agnani, presidente GVV Marche; Davide Alessandrelli, responsabile dell’area consulenza del Csv, Patrizia Camilletti, Hepta Consulenza-area controllo di gestione e bilancio sociale, mons. Claudio Giuliodori, vescovo di Macerata-Tolentino-Recanati-Cingoli-Treia e l’assessore al Bilancio della Regione Marche, Pietro Marcolini. Enrico Marcolini nel suo intervento ha sottolineato non tanto i “numeri” quanto le motivazioni che hanno portato alla compilazione di questo secondo bilancio del Centro di ascolto: fare un “report delle nostre attività e confrontarlo con gli obiettivi che ci diamo all’inizio dell’anno”, “predisporre una rendicontazione dei nostri servizi che ci aiuti anche ad accogliere consigli e suggerimenti da parte degli utilizzatori e delle persone che ci aiutano” e attuare una politica di “trasparenza nei confronti di chi ci da dei contributi”.



Marcolini ha sottolineato che il Bilancio ha fatto emergere il cambiamento del tipo di interventi attuati dall’associazione, che negli anni ’90 aiutava soprattutto “gli stranieri che venivano da lontano” mentre oggi, negli ultimi mesi in particolare, gli utenti italiani sono aumentati vertiginosamente fino a toccare il 65-70 per cento delle richieste di aiuto soddisfatte dal Centro di ascolto. “Il bilancio sociale – ha detto Paola Agnani del GVV Marche - ci è sembrato lo strumento ottimale, capace di comunicare non solo dati di rendicontazione o informazioni di natura economica, ma soprattutto in grado di raccontare la nostra storia, i fatti, i riflessi sociali di una realtà associativa, i nostri valori, e perché no, anche i nostri sogni”.



Una storia fatta, nelle Marche, di duecentosessantuno volontari attivi, per la maggior parte non giovani, che si sono impegnati in ben 34.157 ore di servizio, di cui quasi 7.000 dedicate alla formazione. La Agnani ha aggiunto di sperare che Bilancio sociale uno “strumento educativo, che serva da promozione al volontariato e che passi insieme ad una ‘cultura organizzativa’ dei valori, non in maniera astratta ma attraverso la testimonianza di esperienze, capaci a loro volta di generare esperienze”. L’assessore regionale Marcolini ha ricordato i “pesantissimi vincoli di bilancio, anche di carattere nazionale, che hanno drammaticamente ridotto le risorse destinate ai servizi sociali” ma ha annunciato che a livello regionale è stato introdotto “un piccolo fondo di 100.000 euro per la lotta alla povertà che si aggiunge a un Fondo regionale di contrasto alla povertà per un totale di 240.000 euro”.



Per mons. Giuliodori “se noi riuscissimo a legare di più, in tutti i contesti, il rigore delle indagini economiche in senso stretto con quell’economia tipicamente umana che questo tipo di bilanci porta in evidenza ne guadagneremmo davvero tutti e ci sarebbe una crescita non solo nella risoluzione dei problemi legati alla povertà ma anche proprio nella qualità della vita, meno proiettata verso obiettivi di arricchimento e di possesso di beni, ma orientata sempre di più nella condivisione e ricchezza delle relazioni umane”. Davide Alessandrandelli ha ricordato che “quello del bilancio sociale è un percorso che il Csv attua da diversi anni, dal 2003” e che “impegna molto le associazioni di volontariato perché noi non ci sostituiamo ad esse nella relazione del documento ma le aiutiamo a redigerlo”. E proprio i dati complessivi sulla rendicontazione sociale delle associazioni di volontariato “accompagnate” dal Csv sono stati presentati da Patrizia Camilletti: dal 2003 al 2008 sono stati realizzati 50 bilanci sociali e 3 dichiarazioni di identità e missione che, in relazione alle 65 organizzazioni di volontariato complessivamente coinvolte nel progetto, è considerato un ottimo risultato.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 14-10-2009 alle 17:21 sul giornale del 15 ottobre 2009 - 785 letture

In questo articolo si parla di attualità, macerata, csv marche





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