Tolentino: apre la mostra \'Esotico e bizzarro il mondo fantastico delle ceramiche Banko\'

7' di lettura 16/10/2009 - Verrà inaugurata domenica 18 ottobre, alle ore 17.30 a Palazzo Sangallo, l’esposizione “Esotico e bizzarro il mondo fantastico delle ceramiche Banko”.

La mostra, prima nel suo genere in Europa, presenta una settantina di oggetti che provengono da collezioni private e coprono un arco di tempo che va dalla fine degli anni ’70 del XIX sec. agli anni ’30 del XX. Nella produzione Banko molti pezzi, soprattutto teiere, ma anche figurine e vasi da appendere al muro, sono caratterizzati da uno stile fantasioso e bizzarro, talora grazioso, talora grottesco, definito anche “capriccioso e fantastico” che ben si adatta alla sede ospitante del Museo Internazionale della Caricatura di Tolentino.


Inserita tra le attività della XXV edizione della Biennale Internazionale dell’Umorismo nell’Arte, la mostra nasce da un’idea di Daniela Sadun, titolare dell’insegnamento di Yamatologia presso la facoltà di Studi Orientali della “Sapienza” Università di Roma, in collaborazione con il Centro Culturale VersOriente. Vede inoltre la partecipazione dell’Università delle Tre Età di Tolentino, ed è patrocinata dall’Istituto Giapponese di Cultura - Japan Foundation, dalla Facoltà di Studi Orientali della “Sapienza” Università di Roma. La mostra, promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Tolentino con il sostegno della Regione Marche ed il contributo della Provincia di Macerata, con il patrocinio del Mistero per Beni e le Attività Culturali, della Comunità Montana dei Monti Azzurri, della Facoltà di Studi Orientali “Sapienza” Università di Roma, dell’Istituto Giapponese di Cultura in Roma, rimarrà aperta sino al prossimo 13 dicembre 2009.


Allestita al Museo della Caricatura, a Palazzo Sangallo, è aperta al pubblico tutti i giorni (lunedì escluso) dalle ore 10 alle ore 13 e dalle ore 15 alle ore 19. L’origine della ceramica Banko va fatta risalire a quando Numanami Gozaemon (noto anche come Nunami Rozan, 1720 ca. - 1795), intorno agli anni ’40 del ‘700, dopo aver appreso l’arte della ceramica a Kyoto, iniziò la sua attività nel villaggio di Kuwana (attuale prefettura di Mie) creando appositamente, per i pezzi che produceva, il marchio Banko Fueki ovvero “resistente in eterno”.


Con ogni probabilità Gozaemon intendeva sottolineare che la fragilità dell’oggetto in ceramica poteva comunque mantenere intatta, anche dopo secoli, la sua bellezza rispetto alla deperibilità del colore e della forma di un manufatto in legno, in metallo o in altri materiali più delicati. Risulta ancora oggi complicato attribuire gli oggetti di Gozaemon relativi alla prima fase della storia della ceramica Banko, anche perché la produzione cessò poco dopo la sua morte. La storia si fonde poi con la leggenda quando, nel 1830, un rivenditore di cianfrusaglie trovò dei fogli di carta che descrivevano la formula e alcune tecniche usate da Gozaemon per le sue ceramiche.


Il figlio dello straccivendolo, il ceramista Mori Yusetsu (1808-1882), comprese immediatamente il valore della scoperta e decise di sfruttare la formula convincendo un nipote di Gozaemon a vendergli i sigilli con il marchio banko fueki con cui riprese la produzione delle ceramiche, adottando però un proprio stile personale. Durante il periodo Meiji (1868-1912), con l’apertura del Giappone dopo circa duecentocinquanta anni di isolamento, si registra l’apice nella produzione della ceramica Banko su incoraggiamento del governo, intenzionato a promuoverne l’esportazione soprattutto verso Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia. Nel 1877 Mori Yusetsu venne nominato Presidente dell’Industria Ceramica Giapponese e cominciò a firmare i suoi pezzi con il marchio Banko Yusetsu, in concomitanza con l’apertura nella zona di numerosi forni.


Tra i più famosi vasai Banko del periodo, si distingue Hori Tomonao (1827-1895) di cui sono presenti in mostra diversi pezzi che si caratterizzano per il gusto particolarmente fantasioso e bizzarro. Il primo riconoscimento delle ceramiche Banko in Occidente si ebbe all’Esposizione Universale di Parigi del 1878. La produzione per l’interno si differenzia sensibilmente da quella per l’estero, di cui in Giappone sono rimaste poche testimonianze. Persino i musei della zona di Kuwana e Yokkaichi - dove ancor oggi viene prodotta la ceramica del tipo Banko – conservano solo alcuni pezzi creati per l’esportazione. L’unica mostra tenutasi fuori dal Giappone ebbe luogo nel 2000 nella Art Gallery of Greater Victoria, in Canada, con pezzi provenienti dalla collezione che Carol Potter Peckam aveva donato al museo stesso. Nel 2007 un museo giapponese in Florida (The Morikami Museum & Japanese Gardens) ha ospitato un’esposizione di sole teiere provenienti dal museo canadese. Anche il museo Nazionale Preistorico Etnografico “Luigi Pigorini” di Roma possiede un’ampia collezione donata da Vincenzo Ragusa, scultore palermitano vissuto in Giappone tra il 1876 e il 1882. Va notato che la collezione canadese e quella italiana presentano caratteristiche diverse, dovute ai modi e ai tempi in cui sono state raccolte.


La mostra che il Museo internazionale della Caricatura ospita quest’anno nell’ambito degli eventi dedicati alla XXV Biennale Internazionale dell’Umorismo nell’Arte, è quindi la prima in Europa. Il percorso espositivo è stato appositamente studiato per presentare soprattutto oggetti che si contraddistinguono per lo stile bizzarro, umoristico, paradossale e fantasioso, prodotti per l’esportazione, in omaggio alla sede che ospita la mostra. Si tratta di stoviglie per uso quotidiano, vasi da fiori di diverse tipologie, teiere in miniatura e soprammobili. La decorazione di questi oggetti è in puro stile giapponese, ma si distacca dal gusto autoctono, delicato e minimale, che contraddistingue la maggior parte degli oggetti d’uso, in quanto destinata a un fruitore straniero. Gli oggetti esposti raffigurano personaggi mitologici e popolari e temi tratti dalla natura, di cui spesso vengono riprese le forme in uno stile organico che scaturisce sia dalla sensibilità giapponese nei confronti della natura che dall’art nouveau in voga nell’epoca.


E’ anche possibile riscontrare un’influenza cinese a volte diretta e a volte mediata dall’Inghilterra: il mondo della ceramica Banko rappresenta quindi un interessantissimo esempio di prodotto artistico in cui converge l’apporto di culture diverse e lontane. In alcuni casi, l’elemento bizzarro emerge per la profusione di elementi decorativi, piante, animali, personaggi, ad alto o basso rilievo o abilmente dipinti con smalti colorati su forme vegetali o animali, spesso mescolati senza la necessità di un nesso logico. Ad esempio, se le rane che danzano sul boccale a forma di foglia di loto sembrano anticipare il mondo dei cartoni animati e rievocano le piccole creature che animano uno stagno. La teiera che riproduce le fattezze di una quaglia, sulla quale volano le gru e crescono i fiori della decorazione magistralmente dipintavi, è un paradosso fatto teiera.


La varietà di stili, soggetti e tecniche impiegati non può quindi non colpire l’occhio del fruitore che potrà ammirare la straordinaria manualità e l’amore per la cura dei dettagli, oltre all’immaginifica creatività e al sense of humour degli artigiani giapponesi del tempo. Il progetto VersOriente nasce su iniziativa di un gruppo di studiosi, con lo scopo di valorizzare e promuovere la cultura e la tradizione orientale mediante una indagine approfondita ed un attento studio critico. Il Centro Culturale \"VersOriente\", nato nel maggio del 2004, ha sede operativa in i Roma. Realtà unica in Italia, VersOriente si occupa a tutto tondo di ciò che è connesso con l\'Oriente, grazie ad uno staff composto interamente da professionisti del settore. Le iniziative spaziano dall\'ambito accademico e scientifico (attività di ricerca, formazione e didattica) all’organizzazione di mostre, convegni ed eventi a carattere divulgativo


La curatrice della mostra Daniela Sadun è ricercatrice di ruolo presso il Dipartimento di Studi Orientali dell’Università degli Studi di Roma \"La Sapienza\", e ha svolto la sua attività didattica presso la cattedra di Lingua e letteratura giapponese. Dall’anno accademico 2000-‘01 è titolare per affidamento dell’insegnamento di Yamatologia. La sua attività di ricerca più recente verte sull’analisi di aspetti dell’arte giapponese caratterizzati da un’influenza della cultura occidentale.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 16-10-2009 alle 15:08 sul giornale del 17 ottobre 2009 - 990 letture

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