Un premio alla giunta Meschini...

2' di lettura 18/10/2009 - In questo nostro tempo in cui una bandiera colorata non si nega a nessuno propongo per il sindaco di Macerata, la giunta e i consiglieri tutti, in modo speciale quelli di opposizione che intervengono solo ora a fine legislatura e che hanno in cuor loro più attenzione al gettone di presenza che al bene della città, propongo un bel premio: Premio Attila, in considerazione che al sindaco Meschini spetta sicuramente il primato delle costruzioni (completamenti, demolizioni e ricostruzioni e tante nuove costruzioni).

Non si era mai costruito così tanto a Macerata. E dire che il sindaco aveva nel cassetto un ambizioso progetto dell’architetto Carmassi con cui entrare nella storia della città: costruire le torri gemelle nell’area dell’aeronautica. Ora, con le elezioni alle porte, è tanto stucchevole quanto incomprensibile che tutti gli interventi dei pluridecorati consiglieri si concentrino nel centro storico: parcheggio a Nord, arredo urbano, Palazzo Buonaccorsi e soliti blà, blà.


Insomma questa classe dirigente, anziché diminuire i disagi dei cittadini, non ha fatto altro che aumentarli: il sindaco oltre all’offerta dei ceri ha ceduto piazza Strambi e relativi parcheggi alla Curia e altri trentasei posti auto sono stati sottratti ai residenti da tempo immemorabile in piazza Vittorio Veneto per “Lavori di restauro e miglioramento sismico della civica biblioteca e pinacoteca” (sic!). In compenso l’Amministrazione che si gingilla da cinque anni con l’orologio a cucù sulla torre civica è stata capace di autorizzare una baita in via XX Settembre e di fregiarsi con orgoglio di un suffissoide da blasone popolare: Città della Pace (2003).


Nel 2000 un gruppo di cittadini aveva redatto una sorta di manifesto post-futurista dal titolo patriottico: “Facciamo rinascere Macerata!”. Un documento contenente sei punti di inutili suggerimenti firmato da: Ugo Bellesi, Goffredo Binni, Cesare Brutti, Aldo Canovari, Lucio Del Gobbo, Adriano Fermani, Rodolfo Francalancia, Ugo Maresi, Maria Vittoria Menichelli, Stefano Palmucci, Loris Tartuferi e Carlo Valentini. Nel frattempo, tra arredi urbani e piste ciclabili impossibili, registriamo che il Municipio è più trasparente visto che sono scomparse le persiane.








Questo è un articolo pubblicato il 18-10-2009 alle 16:09 sul giornale del 19 ottobre 2009 - 1138 letture

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