Di massoneria e altre incongruenze...

massoneria 11' di lettura 14/05/2010 - Non c'è dubbio che la mozione di Marangoni sulla massoneria è servita almeno ad evidenziare le contraddizioni dei consiglieri provinciali, le opacità dei vari gruppi e la voglia di chi avrebbe voluto dichiarare anche la propria appartenenza, magari alla confraternita di Montesanto.

Infatti la mozione ha un valore puramente simbolico perché la violazione del segreto fatta da un massone ad un profano non lascia scampo, chiunque ne sia il colpevole. Più alta è l’autorità massonica che rivela il segreto, più eclatantemente arriva il “pugnale massonico”.

Pertanto, visto che la Massoneria nella sua attività è cosa non comica, bensì tragica e grave, andrebbe lasciata alla sua riservatezza, ai suoi simboli, ai suoi utensili, ai suoi riti cabalistici e ai tre gradi di giuramento (apprendista, compagno e muratore) dei suoi affiliati.

Insomma, visto che la mozione di Enzo Marangoni, discussa dopo otto mesi di incubazione, ha creato un grande sconquasso non solo tra i consiglieri provinciali, vale la pena andarsi a vedere uno dei tanti Voyager o meglio Kazzenger come li definisce Crozza, dove il buon Ercoli, l’indiscusso artefice di “Tuttoingioco”, scopre o fa credere di scoprire alcuni simboli massonici nello Sferisterio e lo fa vedere come una sorta di Tempio di Salomone dando un significato esoterico alle cinque finestre della facciata, allo stemma di Macerata sul frontone (posto insieme all’epigrafe solo agli inizi del Novecento!), ad una lapide triangolare posta in opere di recente, ad uno stemma della Società di mutuo soccorso ed infine alla Prima con “Il flauto magico” di Mozart. Quest’ultima è una vera storia di luce e di tenebre per chi ha intenzione di intraprendere un percorso iniziatico.






Questo è un articolo pubblicato il 14-05-2010 alle 19:42 sul giornale del 15 maggio 2010 - 1086 letture

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