Due marchigiani al Campionato Primavera Tim 2009-2010

Alessandro Sbaffo 5' di lettura 20/05/2010 - Interviste ad Edoardo Defendi, classe 1991, di Camerano, giocatore della Primavera del Brescia e ad Alessandro Sbaffo, classe 1990, di Porto Recanati, giocatore della Primavera del Chievo.

Che fosse un bambino-calciatore prodigio mister Busilacchi lo capì presto. Non ancora sedicenne lo convocò col Sirolo-Numana in promozione. Per giocare Edoardo Defendi, classe 1991, attuale centrocampista della Primavera del Brescia, trasferitosi a 9 anni con la sua famiglia nelle Marche, aveva bisogno del permesso della mamma. E fu sempre mister Busilacchi a spingere Edoardo a giocare la sua grande occasione: andare a Roma a fare un provino per il Brescia. Edoardo ci andò, e quel provino lo portò dritto dritto verso ilo settore giovanile del Brescia.
Edoardo, raccontaci di quel giorno?
“Superato il provino di Roma mi convocarono per un altro a Brescia. Era il giorno del mio sedicesimo compleanno, loro, quelli del Brescia, lo sapevano e alla fine del provino mi dissero: “Te lo facciamo noi un bel regalo di compleanno.” Non dimenticherò mai quel giorno, era il 20 agosto 2007 ed ero a tutti gli effetti un giocatore del settore giovanile del Brescia”.
Cosa hai provato in quel momento?

“Un’emozione unica. Sapevo che mi sarei dovuto trasferire, separare dalla mia famiglia, ma stavo inseguendo il grande sogno della mia vita”.


Quanti anni sono che sei al Brescia?
“Questa è stata la mia terza stagione”.
In che rapporto sei con la prima squadra?
“Mi alleno con i giocatori della prima squadra, ma la mia occasione non è ancora arrivata. Anche perché in questo momento il Brescia sta lottando per andare in serie A. Poi non è facile trovare spazio tra due attaccanti esperti come Caracciolo e Possanzini”.
Possanzini è marchigiano come te…
“Sì e forse anche per questo mi è stato vicino fin da subito. Mi aiuta, mi dà consigli, ed io quando posso contraccambio. Siamo amici”.
Tu in realtà non sei originario delle Marche…
“È vero, ma mi sento marchigiano a tutti gli affetti e quando posso torno sempre a casa mia nelle Marche, dove abito con mia madre”.
Il Campionato Primavera Tim ti dà la grande soddisfazione di portare la tua squadra a giocare nella tua terra, che effetto fa?

“È bellissimo. Da quando ho saputo che la finale di campionato si giocava nella provincia di Macerata ho sperato e lottato per arrivare ai quarti di finali. So già che in tanti, familiari e amici, verranno a sostenermi”.


Immagina la tua finale di Campionato ideale: è l’8 giugno, siamo all’Helvia Recina di Macerata, sta per iniziare la partita tra…
“Non importa contro chi ma l’importante è che in finale arrivi il Brescia e vinca lo scudetto. Noi siamo molto ottimisti”.
Chi è il tuo mito?
“Ne ho due: Milito e Pazzini”.
Tanti giovani vorrebbero essere al tuo posto. Cosa serve per farcela, oltre alle capacità tecniche?
“Tanta passione, spirito di sacrificio ed anche umiltà”.
Tra le squadre arrivate ai quarti di finale del Campionato c’è un altro marchigiano, Alessandro Sbaffo, lo conosci?
“Abbiamo giocato contro, ci siamo anche incontrati a Porto Recanati una volta, ma ci siamo giusto salutati. Siamo colleghi di lavoro”.



Alessandro Sbaffo aveva 15 anni quando, tra tanti ragazzi della rappresentativa Marche, fu scelto dal direttore sportivo del settore giovanile del Chievo. Nato a Porto Recanati il 28 agosto 1990, Alessandro si trasferì a Verona, con in valigia un obiettivo: non lascarsi sfuggire la grande occasione che si era presentata. Oggi Alessandro ha quasi 20 anni e in quattro stagioni è diventato una delle punte ( o meglio dei centrocampisti) di diamante della Primavera del Chievo.
Alessandro, cosa hai provato quando il Chievo ti ha comunicato che saresti stato uno dei suoi?

“Grande soddisfazione. Finalmente si stava realizzando il sogno che avevo da bambino. All’inizio non è stato facile, trasferirsi in un’altra città, vivere lontano dalla famiglia, ma tutti i sacrifici ne sono valsi la pena”.


Dopo tre stagioni alla Primavera quest’anno anche l’esordio in A con la prima squadra…
“Era il 28 marzo 2010, Chievo-Parma. In quella partita ho giocato poco, ecco perché il vero esordio per me è arrivato 3 o 4 settimana dopo: il Chievo giocava contro il Palermo, la partita era combattuta ed era ancora aperta, allo stadio c’erano più di 27.000 spettatori, l’ambiente era caldo ed io ho giocato per 20 minuti”.
E come hai giocato per te?
“Abbastanza bene, ho fatto 3 belle azioni. Ero emozionato, ma mi sono anche divertito”.
Oggi senti la serie A vicina?
“Io ci spero tanto. L’ho assaporata e so che è bellissima”.
Cosa serve per farcela?

“Oltre alla tecnica, la mentalità. Quella mentalità che si respira negli spogliatoi della prima squadra. Ricordo una partita in cui il Chievo era salvo ma tutti, dal primo all’ultimo, hanno giocato come se fosse la partita della vita. Non bisogna mollare mai, crederci sempre, senza mai pensare di essere arrivati”.


La fase finale del Campionato si gioca nella tua provincia di origine, che sensazione è?
“Stupenda. Per me saranno partite speciali, giocate davanti alla mia famiglia, ai miei amici, ai miei compaesani. Non vedo l’ora. E poi sento la squadra davvero carica”.
Talmente carica che, immaginiamo, il Chievo arriva in finale, entra allo stadio Helvia Recina di Macerata e si trova contro…
“Il Milan. La partita è combattuta, bella, entusiasmante e finisce 2-0, doppietta di Sbaffo”.
Ma questo rimarrà solo un sogno, perché in base al tabellone dei quarti Chievo e Milan non potranno mai scontrarsi in finale...
“Allora la finale è Chievo-Palermo, così ci rifacciamo dell’anno prima quando il Palermo ci ha buttati fuori in semifinale. Ma l’esito rimane lo stesso, 2 a 0, doppietta di Sbaffo”.
Alla fase finale è passato anche il Brescia dove gioca un altro ragazzo marchigiano…
“Sì, Defendi, lo conosco, ci siamo incontrati sul campo, e chissà forse in uno stadio della nostra terra in questi giorni ci rincontreremo. Anche una finale Chievo-Brescia allora non sarebbe male”.







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 20-05-2010 alle 17:47 sul giornale del 21 maggio 2010 - 403 letture

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