Dopo il successo di Shanghai, la mostra dedicata a Matteo Ricci si sposta a Nanchino

padre matteo ricci 4' di lettura 26/05/2010 -

Conclusa domenica scorsa 23 maggio allo Shanghai Museum, la mostra “Matteo Ricci. Incontro di civiltà nella Cina dei Ming”, promossa da Regione Marche e Comitato per le Celebrazioni di Padre Matteo Ricci e curata da Filippo Mignini, si sposta ora a Nanchino, quarta residenza di Ricci e città chiave nella sua esperienza, ospitata nel Nanjing Museum, uno dei più prestigiosi musei del Paese, dove verrà inaugurata il prossimo 3 giugno.



Circa trecentomila persone - stando alle informazioni trasmesse dal Museo di Shanghai- hanno visitato l’esposizione appena conclusasi e di queste poco meno della metà sono stati stranieri di ogni parte del mondo, in visita a Shanghai e in particolare all’Esposizione Universale.

Se alla visita diretta aggiungiamo le informazioni e le immagini distribuite dai giornali e dai canali televisivi, l’edizione della mostra di Shanghai è stata conosciuta dopo quella di Pechino, da milioni di cinesi. Basti citare, tra le decine di testate che hanno dedicato articoli alla mostra, il lunghissimo articolo, su nove colonne, pubblicato da The Bund, il giornale più diffuso di Shanghai che gli ospiti dei grandi alberghi trovano gratuitamente in camera. Attraverso una minuziosa descrizione della mostra la si paragona al famoso “Palazzo della memoria”, attraverso il quale recuperiamo la conoscenza del passato per migliorare la nostra vita dell’oggi e del domani: il percorso espositivo permette di ripercorrere il viaggio di Ricci risvegliando la memoria storica del popolo cinese che lo ha onorato e rispettato per quattrocento anni, mantenendo viva ancora oggi l’attenzione sullo scienziato venuto dall’Occidente che “insegnava a misurare il sole”.

“Questa è la ragione di fondo – osserva Filippo Mignini, curatore della mostra – che ha persuaso il governo cinese a permettere e a favorire la mostra su Ricci: la persuasione che una corretta lettura di quella esperienza straordinaria compiuta da intellettuali europei e cinesi quattro secoli fa, sia ancora preziosa per l’oggi e per il domani. In questa valutazione “politica” dell’evento, intrinsecamente connessa ai meriti di carattere scientifico e spettacolare, risiede il vero successo della mostra”.

“Il missionario gesuita è un marchigiano – aggiunge il presidente della Regione Gian Mario Spacca - ma l'accoglienza ricevuta in Cina già in occasione della mostra di Pechino, dimostra che questa figura appartiene al mondo e che il suo messaggio di pace è ancora oggi di grandissima attualità. Grazie proprio alla sua lezione in tema di diplomazia, siamo riusciti a stabilire un solido rapporto di amicizia tra le Marche e la Cina, potenza economica mondiale in grande crescita e mercato strategico per le nostre imprese.

La serie di mostre che stiamo realizzando in Cina in concomitanza con l’Expo di Shanghai ci offre anche l’opportunità di presentare un vetrina delle eccellenze marchigiane e di avviare e rafforzare relazioni economiche tra le nostre imprese e quelle cinesi”.

Dell’esposizione, concepita e allestita da menti italiane, è stata fortemente apprezzata, in particolar modo, la scelta dei preziosi pezzi esposti: sia degli oggetti provenienti dall’Italia (molti dei quali mai esposti in Cina), che hanno emozionato il popolo cinese introducendolo nel Rinascimento Italiano e nell’esperienza formativa di Ricci, sia di quelli cinesi che sono riusciti a ricreare perfettamente l’atmosfera respirata da Li Madou alla corte dei Ming.

Particolare rilievo è stato dato dalla critica alla descrizione della città natale di Ricci: i visitatori cinesi si sono immersi nell’atmosfera maceratese e marchigiana, potendosi avvalere di immagini che ritraevano la città e la regione natale del gesuita sia nelle loro vesti moderne sia in quelle della seconda metà del Cinquecento.

Le prime due edizioni della mostra, svoltesi a Pechino e a Shanghai, sono state considerate dei veri e propri eventi catalizzatori di attenzioni: presso il Capital Museum la mostra “Matteo Ricci. Incontro di civiltà nella Cina dei Ming” è stata uno dei sei eventi organizzati dal museo della capitale in occasione della festa di primavera (che in Cina è una delle feste più importanti dell’anno); presso lo Shanghai Museum l’esposizione ha dato il via alle celebrazioni collegate all’Expo 2010 che per questa edizione ha scelto come sua sede proprio la grande città cinese.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 26-05-2010 alle 17:28 sul giornale del 27 maggio 2010 - 495 letture

In questo articolo si parla di attualità, regione marche, padre matteo ricci





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