Giuseppe Ayala presenta 'Chi ha paura muore ogni giorno' alla Mozzi Borgetti

giuseppe ayala 2' di lettura 29/05/2010 -

Una testimonianza preziosa, quella di un uomo in prima fila nella lotta alla mafia.



Si tratta di Giuseppe Ayala che il prossimo 4 giugno, alle 17, nella biblioteca Mozzi Borgetti presenterà il suo libro "Chi ha paura muore ogni giorno. I miei anni con Falcone e Borsellino". Edito da Mondadori nel maggio 2008 ad appena otto mesi dalla sua uscita è stata stampata l'undicesima edizione del libro che ha anche ricevuto tre premi: il Capalbio, il Dessi in Sardegna e presso l'Università di Castellanza il premio speciale Falcone e Borsellino. Sono passati quindici anni dalla terribile estate che, con i due attentati di Punta Raisi e di via d'Amelio, segnò forse il momento più drammatico della lotta contro la mafia in Sicilia. Giovanni Falcone e Paolo Borsellino restano due simboli, non solo dell'antimafia, ma anche di uno Stato italiano che, grazie a loro, seppe ritrovare una serietà e un'onestà senza compromessi.

Ma per Giuseppe Ayala, che di entrambi fu grande amico, oltre che collega, i due magistrati siciliani sono anche il ricordo commosso di dieci anni di vita professionale e privata, e un rabbioso mai sopito rimpianto. Ayala rappresentò in aula la pubblica accusa del primo maxi - processo, sostenendo le tesi di Falcone e del pool antimafia di fronte ai boss e ai loro avvocati, interrogando i primi pentiti, tra cui Tommaso Buscetta, ottenendo una strepitosa serie di condanne che fecero epoca. E fu vicino ai magistrati in prima linea quando, dopo questi primi grandi successi, la reazione degli ambienti politico-mediatici vicini a Cosa Nostra, la diffidenza del Csm e l'indifferenza di molti iniziarono a danneggiarli, isolarli. Per la prima volta Ayala, attraverso le pagine del libro, racconta la sua verità, non solo su Falcone e Borsellino, che nella pubblicazione ci vengono restituiti alla loro appassionata e ironica umanità, ma anche su quegli anni, sulle vittorie e i fallimenti della lotta alla mafia, sui ritardi e la complicità dello Stato, sulle colpe e i silenzi di una Sicilia che forse non è molto cambiata da allora.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 29-05-2010 alle 17:14 sul giornale del 31 maggio 2010 - 691 letture

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