Tolentino: Eusebi chiarisce in merito ai 'ricorsi' dei Comuni contro Cosmari

cosmari 5' di lettura 25/08/2010 -

Con riferimento ad articoli apparsi sulla stampa locale nei giorni e nelle settimane passate, inerenti i ricorsi dei comuni contro COSMARI in relazione agli aumenti tariffari che interessano esclusivamente i comuni che non hanno avviato il porta a porta, e che di conseguenza si trovano molto al di sotto del limite minimo di legge fissato ad oggi al 45%, è necessario chiarire alcuni aspetti rappresentati con poca chiarezza e obiettività.



Va evidenziato innanzitutto che i Comuni che hanno fatto opposizione in sede amministrativa sono, allo stato attuale, Macerata, Cingoli e Pollenza e quindi 3 comuni dei 57 della nostra provincia. Tutti gli altri si sono espressi con chiarezza e convinzione in favore della proposta di delibera presentata dal cda COSMARI relativa alla nuova tariffa 2010 che incentiva economicamente i comuni più virtuosi nel differenziare. Tale impostazione deriva da decisioni assembleari che da anni mirano ad incrementare i livelli di raccolta differenziata attraverso il porta a porta, sistema di raccolta che i Comuni sono continuamente incentivati dalla stessa Regione Marche ad adottare (l’ultimo provvedimento di qualche giorno fa con cui sono stati assegnati gli incentivi per la messa a norma dei Centri di raccolta comunali solo a quei comuni che hanno attuato la raccolta porta a porta di almeno una tipologia di rifiuti).

Va inoltre rilevato che tutti i Comuni che effettuano oggi la raccolta tramite il sistema “porta a porta” hanno sostenuto negli anni di avvio del nuovo servizio costi sensibilmente maggiori rispetto a chi oggi ricorre contro la nuova tariffa ma va anche messo in evidenza, ed è cosa non da poco per le amministrazioni che governano, che tali comuni si sono assunti i rischi politici e amministrativi della sperimentazione sul loro territorio di un nuovo sistema di raccolta innovativo e complesso che oggi è diventato sicuro e privo di rischi per chi volesse avviarlo ora perché già sperimentato. Dunque merito a chi ha avuto coraggio, ha compreso la portata ambientale dell’iniziativa e la sua necessità alla luce della difficoltà di reperire nuovi siti discarica ed è andato incontro a maggiori costi nella fase iniziale di avviamento. E’ questa la sostanza del problema, chiarissima sotto ogni aspetto è difficile da confutare visto che sino allo scorso anno i maggiori costi li hanno sostenuti, paradossalmente, proprio i comuni più virtuosi che raccolgono “porta a porta”. E’ necessario inoltre ricordare che il rispetto del limite minimo di legge previsto al 45% consente comunque vantaggi tariffari per l’abbancamento in discarica anche ai comuni che si trovano molto al di sotto di tale limite a causa dell’abbattimento in termini assoluti (minori RSU in discarica) e di riduzione della tassa di conferimento in discarica per il fatto che la stragrande maggioranza dei comuni ha superato di gran lunga il limite di legge (siamo ad oggi al 62% di media).

Va chiarito che in questo contesto non è certamente addebitabile alla sola discarica di Fermo la necessità di copertura del bilancio, in quanto se è vero che dall’utilizzo della stessa discende comunque un incremento dei costi dovuto per lo più al maggior equo indennizzo e trasporto, è anche vero che molte altre voci concorrono allo sbilancio nei termini noti, per cui si è reso necessario attuare la politica tariffaria in questione. Schietta la risposta a Macerata quando afferma “ … invece di censurare chi non differenzia, il COSMARI avrebbe dovuto indagare perché non tutti riescono a farlo, magari studiando soluzioni con le amministrazioni…”: chi non lo fa non ha avuto il coraggio di farlo e non ha neanche utilizzato i fondi messi a disposizione lo sorso anno dal COSMARI addirittura come anticipazione (circa 4 € per ogni abitante). Sulle soluzioni possibili circa il metodo di raccolta, COSMARI ha maturato e consolidato la convinzione che il sistema funziona solo se applicato alla lettera cioè con il sacchetto del giorno lasciato fuori della porta di casa: è solo così che il cittadino si sente responsabilizzato a differenziare correttamente ed a rispettare giorni ed orari di conferimento dei vari materiali.

Ogni tentativo di raccolte differenziate spinte attraverso altri sistemi (cassonetti disponibili ad solo in determinati orari, raccolte di prossimità ecc.) non hanno mai portato, nell’intero territorio nazionale, a risultati significativi se non a valori leggermente superiori (35/45 %) a quelli ottenibili con le tradizionali campane stradali. I risultati della differenziata, messi in dubbio dall’articolo a firma della giornalista Paola Pagnanelli sono il frutto del sistema di calcolo della differenziata denominato “ORSO” adottato da gran parte delle regioni italiane, sostenuto ed apprezzato da Legambiente che negli ultimi anni non ha mancato di riconoscere a COSMARI e ai comuni virtuosi della provincia premi nazionali che poche altre realtà Italiane possono vantare. Il dato della raccolta differenzia del COSMARI è pertanto controllato e certificato in maniera assoluta dalla Regione, dall’ARPAM e dall’Osservatori Regionale: non è corretto mai e per nessuno cercare di nascondere i propri fallimenti sminuendo o mettendo in dubbio i risultati degli altri!






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 25-08-2010 alle 16:35 sul giornale del 26 agosto 2010 - 692 letture

In questo articolo si parla di attualità, cosmari, consorzio smaltimento rifiuti macerata, Fabio Eusebi

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