Il sindaco Carancini al centenario della scuola De Amicis

Romano Carancini 23/12/2011 -

Venerdì mattina il sindaco Romano Carancini ha partecipato, al teatro don Bosco, alla cerimonia organizzata in occasione dei 100 anni della scuola Edmondo De Amicis.



Il primo cittadino si è trattenuto con i bambini che attualmente frequentano la scuola De Amicis e con loro ha avuto un breve colloquio. Dopo avr salutato le autorità, il sindaco nel suo intervento ha affermato che i cento anni dellòa De Amicis sono "una felice ricorrenza, una celebrazione carica di ricordi, di emozioni, di esperienze, di vita.

Nel contesto di una memoria storica così significativa, è bello, oltre che doveroso, evocare il passato, situazioni, avvenimenti, persone che, nell’ambito scolastico, hanno preparato il terreno, accolto, custodito e fatto crescere un seme divenuto poi albero rigoglioso, con profonde radici e buoni frutti".

"Una presenza quella della scuola De Amicis - ha proseguito il sindaco - che si è manifestata e realizzata pienamente nella quotidianità dell’impegno educativo rivolto ad intere generazioni di bambine e bambini. E’sempre stata, infatti, e tuttora viene avvertita, come una realtà connaturata all’ambiente in cui opera, una realtà che si è fusa con la città e i suoi abitanti, per cui questa presenza viene data quasi per scontata ma tale non è per il peso della sua storia e per gli studenti che poi sono diventati cittadini maceratesi, consapevoli e impegnati anche grazie alla formazione ricevuta in questo istituto, che è stata la prima scuola urbana costruita fuori dalle mura cittadine.

La celebrazione di questa ricorrenza allora acquista uno specifico significato perché i valori che questa determinata realtà ha prodotto sono di fatto portati avanti anche nell’attualità che oggi viviamo".

"In cento anni la scuola elementare De Amicis – ha affermato ancora il sindaco - ha svolto in modo esemplare il suo servizio di formazione dei bambini che in essa hanno percorso l’itinerario delle elementari. Base di conoscenze fondamentale per il successivo cammino di studi e momento determinante per la presa di coscienza di quei valori che sono decisivi nell’apprendimento e nello sviluppo del processo democratico.

Così come disse nel giorno dell’inaugurazione della scuola De Amicis, che cadde la prima domenica di ottobre del 1911, l’allora assessore per la Pubblica istruzione, Domenico Spadoni, la scuola pubblica - tenuta fino a quel momento in una condizione di inerzia dalle Amministrazioni – è invece la massima espressione della civiltà dei popoli e rappresenta sempre il primo problema da risolvere per un’Amministrazione sanamente democratica.

Disse Spadoni che nella scuola De Amicis i maestri avrebbero insegnato “l’amore per gli uomini e l’amore per la patria, intesa non come la rocca degli egoismi di razza, ma come il sacrario delle nostre libertà, delle comuni glorie, dei comuni destini; la Patria come il Mazzini intendeva, scala all’umanità".

"Da questo primo insegnamento molti altri ne seguirono e altrettanti maestri - tra cui come non ricordare un grande letterato e musicista come Giovanni Ginobili - hanno lasciato il segno fino a oggi su intere generazioni di bambini poi divenuti adulti e la storia della scuola De Amicis si è sviluppata nel corso degli anni dimostrando sempre come questo luogo sia stato insieme prezioso per la formazione delle giovani generazioni e fulcro del vivere civile.

Una testimonianza importante in questo senso è, per esempio, il fatto che durante la Prima guerra mondiale la De Amicis venne trasformata in un ospedale della Croce Rossa per i militari feriti. Nel ricordo di ciò che la scuole De Amicis ha rappresentato – ha concluso il sindaco - e nella consapevolezza del valore che oggi incarna, concludo affermando ancora una volta che i cento anni di vita sono un traguardo ragguardevole e ambito. E io alla De Amicis ne auguro altrettanti".





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 23-12-2011 alle 18:05 sul giornale del 24 dicembre 2011 - 431 letture

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