Tolentino: al Castello della Rancia si rivive l’epopea dell’Ottocento tra Saperi e Sapori

Castello della Rancia Tolentino 24/07/2012 - Tra il 1797 ed il 1815 Tolentino si trova al centro di panoramiche diplomatiche e strategiche europee e, con Bonaparte prima e Murat poi, realizza l'hortus conclusus dell'epopea francese post-rivoluzionaria.

Tra il Trattato firmato a Palazzo Parisani Bezzi e la battaglia persa da Murat contro le forze austriache, c'è un nesso causale, un fil rouge non solo storico, ma sociale e culturale che trova nella cittadina marchigiana – e in tutto il territorio maceratese - un momento affatto casuale. Le ragioni giacobine, l'epidemia di libertà, l'instabilità di governo trovano qui compiutezza in un divenire continuo che sarà prodromo per una coscienza nuova, l'aspirazione all'indipendenza e all'unità nazionale: aneliti borghesi, talvolta di una nobiltà decaduta ed illuminista, che trovano però terreno fertile anche nelle masse popolari, tanto duramente provate dal secolarismo pontificio.

Un unico percorso culturale lega queste terre e le dorsali comprese tra Chienti e Potenza: dominazioni e passaggi di truppe straniere, scorrerie piratesche, tentativi insurrezionali, pestilenze, e poi ancora eresia, fame ed ignoranza, ma anche grandi uomini che hanno condizionato la storia del sapere e dell'arte. I Figli di questa terra hanno visto i loro destini incrociarsi a lungo con quelli di altri Figli, francesi napoletani o austriaci, rincorrersi e sfuggirsi in quello stesso tempo, per seguire un unico destino di gloria o di ignoto, di morte o di riscatto dalla fame, ma il cui necessario passaggio è nel dramma individuale, nel distacco dalla terra natìa, nell’umiliazione.

Sono gli eroi del quotidiano, gli oscuri Autori della Storia, che – nel gioco dei ruoli contrapposti ed antagonisti - hanno consegnato all'eternità i nomi illustri di Napoleone e Murat prima e acceso quelle speranze risorgimentali che solo più tardi troveranno dignità e compiutezza.

E’ questo il preludio, per un verso drammatico, per un altro gioioso, che vogliamo per RANCIA XIX: un progetto culturale nel suggestivo Castello della Rancia in Tolentino, sviluppato su temi in progress, costruito su momenti di spettacolarità estiva in un'occasione ludica per una intelligente promozione del territorio e per una memoria da ricostruire. Diviene così un cammino ragionato ed efficace nel Teatro della Memoria.

Il progetto, che ha visto la collaborazione delle Associazioni Tolentino 815 ed Efesto Theatre, con il patrocinio del Comune di Tolentino, vuole essere, per l’appunto, un piacevole percorso attraverso la cultura del tempo, l'Ottocento. Il ‘contenitore Rancia’ sarà inteso e valorizzato per alcune notti di magia che evocheranno, in questa immersione magica nel tempo gli antichi saperi e sapori di una Marca viscerale che nella Memoria e nella tradizione orale trova il suo tessuto connettivo.

La corte del Castello della Rancia diventerà così luogo di incontro per commensali-spettatori, che avranno l'opportunità di vivere una serata di Evocazione, un Evento di teatro musica danza – costruito sui fatti del nostro Ottocento - che si sposa con una proposta enogastronomica legata al territorio ed alla memoria.

Uno sposalizio tra i Saperi ed i Sapori: la voce della Storia e della cultura dell'Ottocento, proposta in un susseguirsi di momenti di spettacolo, coniugata con i Sapori eccellenti del territorio tolentinate, così sapientemente descritti ne 'Il Cuoco Maceratese' di Antonio Nebbia, che riproporremo in degustazioni nelle serate della manifestazione. Stimolato nei sensi e intrigato dalla memoria storica l’ospite, attento spettatore e protagonista, ascolterà, osserverà, assaggerà, sperimenterà, analizzerà, sempre avendo presenti le tradizioni e i rituali della nostra memoria e del nostro territorio, che da sempre sono l’humus del sapore, della fragranza e della specialità dei prodotti tipici della nostra terra.

In questo viaggio, ‘…di qui si va in Cuccagna a salvamento…’, gli Artisti di Efesto Theatre riveleranno le storie e i segreti, esalteranno i sapori, racconteranno di quella memoria collettiva del paese della fame che appartiene ad ognuno di noi. Un recupero del Teatro del Gusto, quindi, che non ha rivali in una dimensione evocativa alla scoperta (o ri-scoperta) di quella sapidità genuina che trasuda dal territorio, dalla cultura e dalle tradizioni.

Il programma e gli spettacoli

10 – 11 agosto 2012

'Il Banchetto del Re'

Degustazione Menu Storico con Trionfo di Teatro Musica e Danza

Spettacoli

Faust e il Signore della Notte

Efesto Theatre - pièce teatrale liberamente tratta da J. W. Goethe

Il mito dell'immortalità, il patto col diavolo, la ricerca di nuove ragioni nel 'nuovo' Secolo

Femmes d'Alger

Efesto Theatre - pièce teatrale ispirata a 'Femmes d'Alger dans leur appartement', olio su tela di E. Delacroix

E' la moda dell'Orientalismo, atmosfere sensuali e sinuose, trasgressione e languore

Eos e Titono

Efesto Theatre - pièce teatrale ispirata al racconto mitologico di Pseudo-Apollodoro

Uno dei temi preferiti dal neoclassicismo, l'amore impossibile tra la dea e Titono che aveva chiesto l'immortalità, ma non l'eterna giovinezza. Trasformato in cicala, canterà il suo amore perduto per l'eternità

Tauromachia

Efesto Theatre - danza ritmica Ispirata al culto lunare del Toro ed alle tauromachie ancora in voga nel primo '800 nelle Marche

I Pulcinella di Tiepolo

I Figli di Masaniello - commedia dell'arte

Azioni sceniche tratte dagli acquerelli di G.D. Tiepolo. Ma è con Antonio Petito che nell'800 a Napoli questa maschera diventa un 'tipo' del quotidiano miserevole

Cara Pilla, il mondo è bello solo visto di lontano

Irene Grasso – Maurizio Massetti

Così Giacomo Leopardi scriveva alla sua Pilla, la sorella Paolina, intenta a scandagliare il cuore, mentre la Luna inonda d'argento il giardino. Sentimenti, affanni e passioni sopraffatti nel lento incedere del tempo nella provincia del natìo borgo selvaggio

Cunti e ricunti

Pino L'Abbate

Le antiche storie della tradizione campana, da Basile a Imbriani a Di Giacomo. Storie di janare, fate, mefite, metamorfosi. Storie di una tradizione orale per mantenere vivo il rapporto tra due mondi in trasformazione: quello sotterraneo naturale e quello del quotidiano, di fame e sogni

Trastulli erculei

Dario le jongleur

Produzione di forza, attaccandosi ad una ruota, giocoleria, numeri di atletica: è il mondo circense e girovago che attraversa le strade dell'Europa per regalare sogni e stupore

Sua Maestà l'organetto

Danilo di Paolonicola

Strumento popolare che trova nelle Marche un suo slancio dopo la battaglia di Castelfidardo. Opera di ingegno artigiano, forza di mantice, voce d'aria. Sovrano nelle arie popolari di tutt'Europa, è capace di solcare l'outremer per fondere le sue melodie diatoniche con milonghe, tanghi e habanera

Annotazioni di Mastro Titta

Giulio Fotia

Storie di sangue e di patibolo descritte dal celebre carnefice romano del Papa Re

Pas de deux

Les Isadorables – Centro Teatrale Sangallo

E. Degas le ha immortalate nelle atmosfere brumose di Montmartre, le ballerine efebiche di danza classica in tutù e scarpette da punta. Coreografie dal 'Lago dei cigni' di P. I. Tchaikovsky

La Tarantella

Les Isadorables – Centro Teatrale Sangallo

Gonne, saltelli, musica veloce e ritmata. Così il mondo popolare della taranta, così la trasposizione ‘colta’ da Rossini, con gli arrangiamenti di Respighi per La Boutique fantasque

'Mirate al cuore'

Tolentino, Castello della Rancia, 12 agosto 2012

testi - Fabio Bertarelli, regia – Vincenzo Massetti, consulenza storica – Paolo Scisciani consulenza musicale – Maurizio Massetti, allestimento – Efesto Theatre, produzione – Associazione Tolentino 815





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 24-07-2012 alle 19:05 sul giornale del 25 luglio 2012 - 440 letture

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