Incontri d'autunno: in tanti ad ascoltare Giuseppe Ayala

Giuseppe Ayala 19/10/2012 - “Eletto in Parlamento ho avuto l’opportunità di vivere, da un osservatorio privilegiato, una stagione molto importante, caratterizzata da una serie di coincidenze”.

Le ha ricostruite Giuseppe Ayala, nella loro concatenazione, nelle relazioni tra mafia, poteri occulti e politica. Fu solo di Cosa Nostra la responsabilità delle stragi del 1992, che costarono la vita a Falcone e Borsellino, e del 1993 di Roma, Firenze e Milano? Perché la mafia decise di rinunciare all’attacco allo Stato? Che ruolo hanno avuto le istituzioni nella lunga pax mafiosa che dura, ormai, da vent’anni?

Ad ascoltarlo, giovedì sera all'hotel Claudiani, nell'ambito degli “Incontri d'autunno” del Circolo Aldo Moro, c'era una platea numerosissima e molto attenta. Tanti in piedi. Nell'intervista rilasciata a Giancarlo Trapanese, giornalista Rai, l'ex Pm del Pool antimafia di Palermo ha raccontato una stagione che si estende fino agli anni più recenti, riflettendo su quelli che sono stati e possono ancora essere i rapporti tra Stato e mafia. “Una mafia - scrive Ayala nel suo ultimo libro 'Troppe coincidenze', presentato nell'occasione - che, anche se ha rinunciato al titolo, non è morta. Anzi, lontano dai riflettori, ha ritrovato il suo habitat naturale mimetizzandosi in'area protetta da silenzi e omissioni”.

Il magistrato ha infine risposto alle numerose domande del pubblico, nel vivace dibattito coordinato da Claudia Trecciola.







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 19-10-2012 alle 18:44 sul giornale del 20 ottobre 2012 - 542 letture

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