La Protezione Civile riunita ad Abbadia di Fiastra

14/07/2013 - Ben venga il riordino della Protezione civile, purché la nuova governance, più in linea con i canoni attuali di sicurezza, e una più oculata gestione dei fondi, per contenere la spesa pubblica, si traducano in maggiori garanzie per i cittadini.

È il messaggio consegnato sabato, ad Abbadia di Fiastra, in occasione del convegno organizzato dalla Provincia di Macerata, insieme alla Regione Marche, sulla modifica della legge 225 che, 21 anni fa, istituiva il Servizio nazionale di Protezione civile. Un modello che nelle Marche funziona, “perché tutti, Istituzioni e Volontariato, ne sono partecipi”, ha detto il presidente Pettinari aprendo i lavori e facendo appello alla sensibilità di ognuno ad essere “sentinella dell'ambiente”.

Le principali novità normative riferite al sistema degli Enti locali le ha spiegate Roberto Oreficini Rosi, capo dipartimento per la Protezione civile della Regione. Ora sono i programmi territoriali a doversi armonizzare con i piani di emergenza di protezione civile, in particolare quelli comunali e regionali, e non viceversa: per questo è importante che i Comuni adottino i piani, con i sindaci in prima linea. La regola vale anche per gli incendi boschivi, un problema “caldo” nei mesi estivi, che Gianni Scamuffa, della Regione, ha approfondito illustrando la campagna antincendio 2013 delle Marche.

Qui entra in gioco la Provincia che, fino al 15 settembre, ha messo a punto un Piano di previsione e prevenzione forte del contributo operativo, oltre che della Regione, del Corpo Forestale dello Stato, dei Vigili del Fuoco, della Prefettura, della Polizia provinciale, delle Comunità montane, di ben 36 Gruppi comunali di Protezione civile e 6 Associazioni, per un totale di 500 volontari abilitati, impegnati in 700 turni nei territori delle Comunità Montane di San Severino, San Ginesio e Camerino, e dislocati in 7 pattuglie mobili (3 di vigilanza e 4 di pronto intervento) e in 5 postazioni di avvistamento.

Il ruolo indispensabile dei volontari è stato ribadito da Pettinari: “senza di loro non esisterebbe alcun Piano di prevenzione”. Alla giornata informativa sono intervenuti Pietro Giardina, prefetto di Macerata, Giuseppe Pezzanesi, sindaco di Tolentino, Sarda Cammarota e Susanna Balducci, della Regione, Luigi Vissani della Provincia, Giuseppe Bordoni e Dino Poggiali, comandanti del Corpo forestale dello Stato e dei Vigili del Fuoco e, in rappresentanza delle organizzazioni di volontariato, Roberto Natali.

Nel dibattito non sono mancati gli interventi dei numerosi sindaci presenti che, nella nuova legge, non solo continuano ad essere le figure di riferimento del sistema di Protezione civile, ma assumono nuove competenze, dalla direzione dei servizi di emergenza al coordinamento del soccorso e dell'assistenza alle popolazioni colpite.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 14-07-2013 alle 16:14 sul giornale del 15 luglio 2013 - 601 letture

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