Nasce il Macroprogetto del Conero. Obiettivo: tutela e valorizzazione

23/07/2013 - La giunta regionale, su proposta dell’assessore all’Ambiente Maura Malaspina, ha approvato lo schema di Protocollo d’Intesa tra la Regione Marche, l’Ente Parco del Conero, le Province di Ancona e Macerata e i Comuni di Agugliano, Ancona, Camerano, Castelfidardo, Loreto, Numana, Offagna, Osimo, Polverigi, Porto Recanati e Sirolo per l’attuazione del Macroprogetto del Conero.

L’iniziativa rientra nell’ambito della Rete Ecologica Marchigiana, istituita all’inizio di quest’anno, per ridurre la frammentazione degli habitat, di valorizzare i paesaggi e di favorire il dialogo dei soggetti istituzionali a vario titolo coinvolti nella gestione del territorio e dell’urbanistica. Obiettivo prioritario del macroprogetto è il rafforzamento dei sistemi di relazioni ecologiche tra il Parco del Conero e l’area di riferimento. La REM individua infatti nelle Marche 25 aree ritenute significative per la commistione di spazio rurale ed edificato. Tra queste c’è l’area del Conero, bacino dell’Aspio – Foce del Musone, che si estende da Scossicci a Camerano e comprende buona parte della zona industriale della Baraccola.

'La tutela e la valorizzazione dell’ambiente – spiega l’assessore all’Ambiente Maura Malaspina –, sono una costante degli obiettivi di tutte le politiche di governo del territorio marchigiano. A causa del notevole sviluppo insediativo – spiega la Malaspina – e alla presenza di importanti infrastrutture, nell’area del Conero, c’è il rischio di un deterioramento della qualità ecologica dell’ambiente. L’intenzione è quella di porre rimedio, attraverso un programma complessivo e condiviso di interventi di riqualificazione ritenuti necessari sia per preservare la qualità della vita dei residenti, sia per le ricadute economiche che l’ambiente e il paesaggio hanno in una zona ad alta vocazione turistica come la Riviera del Conero'.

In base alle analisi effettuate, il Macroprogetto del Conero definisce una serie di orientamenti strategici tra cui:

- costituzione di una rete di siti archeologici la cui gestione garantisca la valenza storica e ambientale alla parte di territorio limitrofo al distretto produttivo, preservandone anche la vocazione agricola;

- consolidamento delle aree di verde urbano interne al centro di Camerano;

- valorizzazione e tutela della vegetazione ripariale degradata e delle formazioni vegetazionali di rilievo;

- collegamento tra le forme di vegetazione boschive e gli elementi lineari del paesaggio agrario;

- arresto della progressiva saldatura tra le singole aree dei poli produttivi per il mantenimento delle caratteristiche degli spazi residuali;

- mitigazione degli impatti della rete infrastrutturale con attraversamenti nell’intersezione tra viabilità e formazioni vegetali.






Questo è un articolo pubblicato il 23-07-2013 alle 18:55 sul giornale del 24 luglio 2013 - 677 letture

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