Gli auguri della città all’arch. Paolo Castelli. Cerimonia per i suoi 90 anni

Paolo Castelli 3' di lettura 23/03/2014 - I novant’anni dell’architetto maceratese Paolo Castelli, figura di spicco nell’architettura marchigiana e nazionale, sono stati festeggiati sabato con una iniziativa pubblica, promossa dalle associazioni Punto ed a Capo e GAM (Giovani Architetti di Macerata), con il patrocinio del Comune, della Provincia e dell’Ordine degli Architetti, presenti istituzioni, amici e familiari, tra cui i figli Paula e Alessandro.

Figura centrale nel dibattito architettonico marchigiano del ‘900, Paolo Castelli è stato salutato dagli interventi ufficiali della vice presidente dellaProvincia PaolaMariani, dal sindacoRomano Carancinie dall’elogio ufficiale a cura del critico d’arteLucio del Gobboche ha messo in evidenza la figura e l’opera dell’arch. Castelli, ultimo baluardo della qualità dell’architettura, fautore dello scambio di idee tra professionisti e del lavoro di gruppo per arricchire e migliorare il livello dell’architettura che ha il dovere di perseguire il bello, in quanto appartenente alla comunità. “Festeggiare il compleanno di questo grande architetto - ha dettoil sindacoCarancini formulando gli auguri a nome dell’intera città - ci fa molto piacere e costituisce un’occasione per riflettere sulla qualità urbana e guardare al futuro della nostra città da questo punto di vista”.

Paolo Castelli. Architetto, urbanista, pittore, uomo di lettere, Castelli ha frequentato la facoltà di Architettura di Roma durante e subito dopo la seconda guerra mondiale, laureandosi nel 1947. Impegnato nei più svariati dibattiti, la sua figura ricorda per certi versi quella dell’Homo Faber rinascimentale, ossia colui che vuole essere assoluto artefice del proprio destino. Da sempre attento al rapporto con il contesto esistente, egli non concepisce mai l’Architettura come oggetto in sé, ma come un continuum esterno-interno di eventi che si susseguono nello spazio e nel tempo. Questa sua visione totale è figlia dei grandi maestri del Movimento Moderno, Wright e Mies, che egli guarda con grande interesse sin dagli anni della formazione universitaria.

Fondatore del Gruppo Marche, studio interdisciplinare che rappresenta oggi, a più di quarant’anni dalla sua nascita, una realtà unica nelle Marche, e di rilievo nazionale, egli ha sempre privilegiato, sin dall’inizio della sua attività, il lavoro di gruppo a quello individuale, rendendosi conto di quanto lo scambio di idee e conoscenze fosse utile al fine di arricchire il bagaglio dei singoli professionisti e migliorare il livello dell’architettura. La sua profonda onestà intellettuale e la sua innata passione per l’architettura gli hanno sempre permesso di porre al primo posto l’interesse della comunità rispetto a quello della committenza, anche quando si è trattato di clienti privati, fattore questo che gli ha permesso di non abbassare mai il livello della sua ricerca, che si è mantenuta sempre di altissimo livello.

Alcune delle sue opere più conosciute nelle Marche, solo per citarne alcune, sono: L’Ina Casa a San Severino Marche (1950), l’Ina Casa in via Spalato a Macerata (1952), il Municipio di Porto Sant’Elpidio (1955), Villa Mantini a Matelica (1959),la Casadel Pendio alla Cimarella (1962), l’Ospedale Civile di Macerata (1967),la Sededella Banca Popolare di Sarnano (1969), gli Alloggi Gescal a Morrovalle (1969),la Chiesaa Casette Verdini (1971), il Liceo Ginnasio Rinaldini ad Ancona (1973),la Facoltàdi Ingegneria ad Ancona (1979),la Scuola Elementarea Montelupone (1987).






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 23-03-2014 alle 17:16 sul giornale del 24 marzo 2014 - 678 letture

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