"La Shoah, i giusti e la memoria", serie di iniziative per i 50 anni dell’ex Facoltà di Lettere e Filosofia

5' di lettura 19/05/2014 - In occasione del 50° anniversario dell’istituzione della ex Facoltà di Lettere e Filosofia, ora Dipartimento di Studi Umanistici, avvenuta il 13 ottobre 1964, l’Università di Macerata ospita la mostra dal titolo Chi salva una vita salva un mondo intero.

La Shoah, Israele e i Giusti fra le Nazioni, presenta i primi tre volumi della collana dedicata al tema e alla memoria della Shoahdall'Università della Calabria, per i tipi di Rubettino, e propone una tavola rotondaintorno al tema La Shoah nel cinema e nell’arte.

Gli eventi sono organizzati sotto la responsabilità scientifica della professoressa Clara Ferranti.

Alla tavola rotonda, che si terrà oggi pomeriggio alle ore 17.30 nell’aula verde del polo Pantaleoni (vicolo della Pescheria Vecchia, Macerata),La Shoah nel cinema e nell’arte parteciperannoPaolo Coen, Lorenzo Canova, Adam Smulevich e Claudio Gaetani. Coordina Clara Ferranti:

La mostra fotografico-documentaria Chi salva una vita salva il mondo intero. La Shoah, Israele e i Giusti fra le Nazioni realizzata dall’Ambasciata d’Israele in Italia e a cura di Paolo Coen vede il patrocinio del Comune di Macerata, dell’Ambasciata d’Israele in Italia, dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, e della Comunità ebraica di Ancona, verrà inaugurata domani (20 maggio), alle ore 10 nell’Aula Magna. Previsti gli intereventi di Paolo Coen e Adam Smulevich. La mostra è allestita presso il Dipartimento di Giurisprudenza, piaggia dell'Università, 2 è sarà visitabile con il seguente orario.

All’inaugurazione della mostra, martedi, alle ore 11, seguirà la presentazione dei volumi La Memoria e la Storia, a cura di Paolo Coen e Galileo Violini, Rubbettino 2010, Vedere l’Altro, vedere la Shoah, a cura di Paolo Coen, Rubbettino 2012, Vedere, sentire, comprendere l’Altro, a cura di Paolo Coen, Alessandro Gaudio e Galileo Violini, Rubbettino 2013. Interverranno Simone Misiani, Stefania Monteverde e Natascia Mattucci, con la partecipazione di Paolo Coen e il coordinamento di coordina Clara Ferranti.

L’iniziativa vede il patrocinio dell’Ambasciata d’Israele in Italia, UCEI, Comunità ebraica di Ancona e Comune di Macerata.

La mostra Chi salva una vita salva il mondo intero. La Shoah, Israele e i Giusti fra le Nazioni, realizzata dall’Ambasciata d’Israele in Italia, è un progetto ideato da Paolo Coen, responsabile anche della parte scientifica. Le elaborazioni artistiche e grafiche si debbono ad Alice Gaudioso. Ma chi sono i Giusti fra le Nazioni, resi popolari nel 1993 attraverso il capolavoro di Steven Spielberg, Schindler’s List.

Il progetto dei Giusti venne pensato quando il secondo conflitto mondiale era ancora in pieno svolgimento. Nel 1942 alcuni partigiani di Vilna promisero di onorare in questo modo Anton Schmid, un soldato austriaco che si era distinto come amico e sodale, anziché assassino degli Ebrei. I Giusti fra le Nazioni sono dunque i non ebrei che durante la Shoah salvarono uno o più ebrei dalla deportazione e dalla morte, rischiando la propria vita e senza trarne vantaggio personale. Incluso fra i mandati di Yad Vashem, il grande museo dedicato alla memoria della Shoah fondato a Gerusalemme nel 1953, il progetto fu poi effettivamente posto in essere nel 1963: il 1 maggio venne inaugurato, presso lo Yad Vashem, il “Viale dei Giusti” e costituita un'apposita commissione che, sin da allora, si occupa della ricognizione e del riconoscimento di questi salvatori. Coloro i quali vengono riconosciuti “Giusti” ricevono una medaglia e un diploma d’onore e, per ognuno, viene piantato un albero lungo il Viale dei Giusti. La cerimonia di conferimento dell'onorificenza si svolge presso il museo Yad Vashem, alla presenza delle massime cariche istituzionali israeliane, oppure nel paese di residenza del Giusto se questi non è in grado di muoversi. Sono ad oggi più di 25.000, di cui 610 italiani, i Giusti che hanno ottenuto il titolo.

Quanto all’Italia, resta fermo il profilo di Lorenzo Perrone, scolpito da Primo Levi in Se questo è un uomo: “Ma Lorenzo era un uomo; la sua umanità era pura e incontaminata, egli era al di fuori di questo mondo di negazione. Grazie a Lorenzo mi è accaduto di non dimenticare di essere io stesso un uomo”. Levi, com’è noto, legò la sua sopravvivenza ad Auschwitz proprio a questo muratore piemontese: Lorenzo infatti lo salvò semplicemente dividendo con lui la sua razione quotidiana e un vecchio maglione per ripararsi dal freddo. Dopo la guerra, la testimonianza di Levi fu un tassello fondamentale affinché Perrone fosse a sua volta riconosciuto Giusto fra le Nazioni.

La mostra allestita all’Università di Macerata si compone di quattro sezioni. La prima è dedicata alla Shoah, ovvero allo sterminio degli Ebrei d’Europa; la seconda alla costituzione dello Stato d’Israele; la terza all’istituto dei Giusti fra le Nazioni; l’ultima a tre figure di Giusti, Raoul Wallenberg, Madre Maria Antoniazzi e Lorenzo Perrone. In concreto, il percorso si articola lungo diciotto pannelli, ciascuno dei quali risulta suddiviso in un comparto testuale e uno figurato: l’uno fornisce l’analisi storica, l’altro la sintesi, l’impatto visuale del tema. La scelta delle immagini e della grafica, il particolare rapporto testo-immagine e l’agilità dei contenuti rendono la mostra assai ben fruibile e perciò adatta anche a un pubblico di studenti delle scuole medie superiori di primo grado.

Esattamente per le sue qualità, la mostra è stata allestita nei mesi scorsi in diversi Atenei italiani, fra cui l’Università della Calabria, l’Università di Bologna, oltre che nel Museo della Memoria Ferramonti di Tarsia. Soprattutto, essa è stata la cornice, il guscio semantico delle varie cerimonie organizzate dall’Ambasciata per il conferimento dell’onorificenza a Giusti italiani. Rimarchevole è in tal senso la sua prima inaugurazione, avvenuta l’11 dicembre2012 aRoma. In quella circostanza l’Ambasciatore d’Israele in Italia, Sua Eccellenza Naor Gilon, ha festeggiato il cinquantesimo anniversario dall'istituzione del riconoscimento di Giusto fra le Nazioni. “I Giusti – ha sottolineato l'ambasciatore Gilon – hanno donato un raggio di luce nel momento più oscuro della storia dell'umanità. La presenza di alcuni di loro questa sera è un grande onore. Li ringrazio, a nome mio e del popolo d'Israele”.

Info: ferranticlara@gmail.com , clara1.ferranti@unimc.it.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 19-05-2014 alle 18:33 sul giornale del 20 maggio 2014 - 604 letture

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