Legge Delrio: Pettinari lancia l'allarme servizi

21/07/2014 - Partecipazione massiccia ed interesse elevatissimo: questi i due aspetti salienti risultati dal focus che la Provincia ha organizzato giovedì nel corso di un consiglio aperto sulle “Problematiche applicative della legge Delrio con riferimento al livello di governo provinciale”. Relatore il prof. Giulio Salerno, direttore del Dipartimento di Economia e Diritto di Unimc ed i ricercatori universitari Massimo Rubechi e Simone Calzolaio.

Su iniziativa del presidente Pettinari, il Centro Studi Costituzionali di Unimc aveva avviato una serie di riunioni a carattere tecnico-scientifico per affrontare le più rilevanti ed urgenti problematiche collegate all'attuazione della riforma Delrio ed i suoi effetti sul livello provinciale di governo e sulle altre istituzioni.

Già un primo incontro, presieduto dallo stesso professor Salerno, si era svolto all'Università di Macerata con la partecipazione dei segretari generali delle cinque province marchigiane, autorevoli esperti come l'avvocato Adriano Ciaffi e docenti dell'ateneo maceratese e delle università di Camerino, Ancona e Urbino.

“Un tavolo tecnico delle province marchigiane – precisa Pettinari – dovrà costituirsi, in grado di affrontare, col coinvolgimento scientifico di tutte le università i principali aspetti critici della riforma, in modo da presentare concrete soluzioni e proposte applicative utili per l'intera comunità regionale e nazionale”.

Che la materia sia complessa lo hanno ribadito in tanti, a cominciare dai relatori fino agli interventi dei convenuti in sala; che la riorganizzazione delle province presenti aspetti problematici non solo sotto il profilo istituzionale, che ormai è un dato di fatto (ma anche lì ci sono situazioni che non brillano per chiarezza di contenuti e per attribuzione di competenze) ma anche sotto quello gestionale è emerso in tutta la sua gravità, proprio a seguito della puntuale analisi del testo di legge effettuata dai relatori universitari.

“Oggi dobbiamo spostare l'attenzione – commenta Pettinari – sui servizi. Non è più questione di come diventerà l'ente Provincia, bensì di chi garantirà i servizi al cittadino e con quali risorse dovrà farlo e con quali attribuzioni di competenze. Molti aspetti non sono chiari ed avranno bisogno di successivi provvedimenti; al momento tutto questo è molto confuso; l'unica cosa certa è che i servizi ai cittadini rischiano veramente di venire meno e, comunque, di essere peggiorati”.

La qualificata ed elevata presenza di amministratori (sindaci, consiglieri e assessori comunali, consiglieri ed assessori provinciali) ha rimarcato l'improcrastinabile necessità di chiarezza in una riforma che ancora presenta dubbi ed incertezze, talora delle incongruità con gli altri enti cui deve rapportarsi questo nuovo soggetto che sarà la ridisegnata provincia.

“La cosa più preoccupante – ribadisce Pettinari – è questa spada di Damocle che pesa sull'erogazione dei servizi, su chi lo dovrà fare e sul come lo potrà fare, con quali risorse finanziarie, umane e strumentali. Centrale è dunque il problema del personale e dei servizi stessi. Non solo, quindi, si intravede uno scongiurabile dissesto delle province, a causa degli ulteriori tagli imposti dal governo, ma anche un conflitto di competenze. Non è casuale la forte presenza di amministratori a questa iniziativa: è importantissimo sapere, capire, prevedere e, se possibile, organizzarsi, predisporsi e saper poi comportarsi di conseguenza”.

Al termine della seduta consiliare aperta sono seguiti diversi colloqui fra gli intervenuti che hanno fatto scaturire, inderogabile, la necessità di continuare a vegliare su questa riforma in corso e sull'attribuzione delle competenze agli enti periferici dello stato. Seguiranno, per questi, altri incontri in tempi relativamente brevi.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 21-07-2014 alle 19:56 sul giornale del 22 luglio 2014 - 561 letture

In questo articolo si parla di politica, macerata, provincia di macerata

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