Tosca allo Sferisterio: L'opera è donna

3' di lettura 21/07/2014 - "L'Opera è Donna" è il tema attorno al quale ruota la 50esima stagione lirica dello Sferisterio, tema che si fa anche hashtag #donneallopera, ricorrendo incessante in centinaia di post sui maggiori social network, sulle brochures, e sulla facciata esterna dello Sferisterio, proiettato, in combinazione a giochi di luce, nei minuti di pausa tra un atto e l'altro.

Segnale di quanto l'organizzazione sia al passo con i tempi, cogliendo l'importante ruolo di divulgazione delle modernissime community online, solo apparentemente in contrasto con la tradizione dell'opera lirica.

Ma "L'Opera è Donna" è un'idea che si fa ben più concreta nella scelta delle opere in cartellone e delle tre Direttrici d'orchesta, tre donne per tre storie al femminile, Julia Jones per Aida, Eun Sun Kim per Tosca e Speranza Scappucci per La Traviata.

La prima di Tosca è stata oggetto di giudizio da parte del pubblico, diviso tra chi ha apprezzato le scelte stilistiche del regista Franco Ripa Di Meana e chi le ha bocciate senza riserve. Due fazioni in cui qualche "addetto ai lavori" ha voluto riconoscere il gradimento dei profani e il totale disappunto degli esperti melomani.

La regia di Ripa Di Meana in Tosca è effettivamente di difficile comprensione in alcune alcune scelte innovative e può non aver convinto i più tradizionalisti: l'ambientazione in "time-lapse" che colloca le prime scene nel 1800 e l'ultimo atto in periodo fascista; l'idea di far morire Scarpia con un colpo di pistola, anzichè per mezzo di una lama; lo stesso suicidio di Tosca non vede la protagonista gettarsi da Castel Sant'Angelo ma letteralmente inghiottita da una mandira di persone in abiti moderni che le corre contro. Questo, abbinato ad una scenografia essenziale e a costumi un po' anonimi, può aver contribuito a non creare quell'effetto ridondante proprio degli allestimenti "ricchi"; ma l'Opera è anche altro, è musica, canto e poesia, arti che non sono state per nulla maltrattate nella Tosca di Ripa Di Meana e della direttrice coreana Eun Sun Kim.

Susanna Branchini è una giovane e bravissima Tosca, dolce e convincente nel ruolo di amante gelosa del pittore Mario Cavaradossi, "Ma falle gli occhi neri!", più intensa e appassionata nella celebre romanza "Vissi d'arte" che vede la protagonista del dramma pucciniano rivolgersi direttamente a Dio, supplichevole e incredula per la propia sventurata storia d'amore.
Mario Cavaradossi è il tenore Luciano Ganci che convince il pubblico in un crescendo che tocca il suo apice nel terzo atto con "E lucevan le stelle" quando il protagonista, aspettando la sua esecuzione a Castel Sant'Angelo, rievoca i bei momenti passati con Tosca.
Il baritono Marco Vratogna è Scarpia, il personaggio più cupo dell'intera opera, lussurioso e crudele, tenta di corrompere Tosca a concedersi a lui per garantire a Cavaradossi la libertà.
La direttirce d'orchestra Eun Sun Kim ha condotto l'Orchestra Filarmonica Marchigiana con rigore e garbo femminili, proprio a ricordare, se ce ne fosse bisogno, che #loperaedonna.

Tosca andrà in replica le sere del 25 Luglio, 3 e 8 Agosto.








Questo è un articolo pubblicato il 21-07-2014 alle 17:39 sul giornale del 22 luglio 2014 - 963 letture

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