Furto al Museo di storia naturale, rubati due corni di rinoceronte

29/07/2014 - Giornata amara per il Museo di storia naturale di Macerata in via Santa Maria della Porta dove stanotte ignoti hanno rubato 2 corni di rinoceronte.

Martedì mattina all’apertura del Museo ad accorgersi del furto, è stato il direttore Romano Dezi. I ladri avrebbero agito presumibilmente intorno alle 2.50 di questa notte, ora in cui dal vicino hotel Arcadia sono stati avvertiti alcuni rumori.

I ladri, infatti, si sono introdotti all’interno del Museo di Storia naturale accedendo dal retro dell’immobile che lo ospita. Con l’aiuto di una scala hanno scavalcato il muro di cinta alto quattro metri dal lato di via Padre Matteo Ricci, e, una volta, arrivati nel giardino, hanno disattivato il sistema di allarme e staccato la spina della videocamera di sorveglianza.

Indisturbati hanno quindi proseguito nel loro piano forzando con l’aiuto di un ferro, rivenuto sul posto, la porta di ingresso che conduce alle sale espositive e quindi hanno staccato i corni dei due rinoceronti esposti nella parte alta della stanza, a più di2 metridal pavimento, mandando in frantumi una vetrina. Una volta compiuto il furto i ladri hanno ricollegato sia l’allarme che la videocamera di sorveglianza.

Uomo e donna in piedi
Il direttore del Museo di storia naturale Romano Dezi e l'assessore aio Beni culturali Stefania Monteverde stmattina sul luogo del furto

“Siamo molto dispiaciuti, è come se qualcuno avesse violato la nostra casa – commenta l’accaduto l’assessore ai Beni culturali, Stefania Monteverde -. Una perdita grave per il nostro Museo di storia naturale, una delle eccellenze della rete museale cittadina, visitato ogni anno da migliaia di persone e che proprio in questi giorni di vacanza è meta di tanti turisti stranieri provenienti dalla Francia, dall’Inghilterra e dalla Germania. Alla luce di quanto accaduto non possiamo fare altro che potenziare ulteriormente il sistema di sicurezza già di per sé efficace”.

I corni rubati appartenevano a due teste di rinoceronte, risalenti agli anni ’60 – ’70, della collezione Bernocchi donata al Museo di Storia naturale nell’ottobre dello scorso anno.

Secondo il direttore del museo si tratterebbe di un furto mirato così come altri avvenuti negli ultimi tempi in giro per il mondo. Sembra ci sia un traffico di corni a livello internazionale che consente ingenti guadagni Infatti, secondo una credenza diffusa nella medicina tradizionale orientale, soprattutto cinese, il corno di rinoceronte avrebbe proprietà afrodisiache e curative. Per questo, una volta immesso sul mercato, avrebbe un valore di circa 70.000 euro al chilo.

Sul furto, dopo i rilevi effettuati dalla Scientifica, sta indagando la polizia.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 29-07-2014 alle 17:44 sul giornale del 30 luglio 2014 - 464 letture

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