Aida si fa "cyber" allo Sferisterio

3' di lettura 30/07/2014 - Aida è stata la prima opera in assoluto reppresentata allo Sferisterio di Macerata nel 1921, ora Francesco Micheli ce la fa conoscere in una veste del tutto nuova: in onore della 50esima stagione lirica, Aida si fa "cyber".

L'enorme installazione sul palco dell'arena Sferisterio non lascia spazio a dubbi, siamo davanti ad un laptop semi inclinato; la superficie bianca, le linee essenziali, l'assenza di ulteriori elementi di scena... tutto fa pensare ad un allestimento minimal, uno di quelli che tanto spaventa il pubblico più istintivo ed inesperto. Il giudizio rimane sospeso ben poco: già all'ingresso di Radamès la scena si colora di giochi di luce; arricchito di geroglifici stilizzati e linee animate, il substrato che prima appariva come asettico ed ingombrante, ora fa da sfondo ad una serie di proiezioni che si susseguono dando e seguendo il ritmo dell'opera.

I "graffiti", affidati alla maestria di Francesca Ballarini, interagiscono letteralmente con i personaggi in scena e ne guidano gli spostamenti su quel piano inclinato del pc che domenica sera, reso scivoloso dalla troppa umidità, ha creato non pochi problemi agli attori e ballerini in scena, costringendo lo staff tecnico a prolungate interruzioni tra un atto e l'altro per poter garantire la massima sicurezza all'intero cast.

I disegni della Ballarini sono essi stessi la scenografia dell'intero allestimento, sembrano generarsi dallo schermo del grande pc per poi uscirne ed invadere felicemente il muro di mattoni che fa da sfondo al palco dello Sferisterio: la scena si amplifica creando l'illusione di un impianto scenico mastodontico seppur fittizio e virtuale.

La scelta dei costumi, curati da Silvia Aymonino, rimanda anch'essa ad un mondo irreale: bianco e nero, due non colori, gli opposti per definizione a sottolineare anche la distanza tra Amneris vesita di bianco e la protagonista Aida in un lungo abito nero.
L'impressione è di assistere ad un' Aida sospesa tra tradizione e dimensione onirica che fa tornare alla memoria cortometraggi animati che hanno fatto la storia del cinema fantasy; a voler fantasticare si potrebbe immaginare che un illuminato regista si fosse addormentato davanti al proprio pc lasciato acceso e i personaggi del suo lavoro fossero usciti in sogno dando vita all' Aida di Micheli.

Il finale è altrettanto surreale ma assolutemente in linea con l'idea di Micheli, lo schermo del computer si chiude lento su Radamès e Aida, è il canale virtuale che si interrompe, è la "fatal pietra" che pone fine alla vita dei due amanti.

Sul palco apprezziamo applauditissima Sonia Ganassi nei panni di Amneris; teatrale e convincente anche nella recitazione Fiorenza Cedolins che impersona Aida. Sergio Escobar è Radamès, a Nazzareno Antinori spetta il ruolo del Messaggero.
La direzione è affidata alla britannica Julia Jones che la sera del 18 Luglio ha inaugurato la stagione lirica 2014 con la prima di Aida.

Aida andrà in replica ancora nelle serate del 2 e 10 Agosto.








Questo è un articolo pubblicato il 30-07-2014 alle 18:30 sul giornale del 31 luglio 2014 - 941 letture

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