L’Aida sold out chiude la Cinquantesima stagione

4' di lettura 10/08/2014 - L’opera è donna è il leit motiv della Cinquantesima stagione lirica e si sviluppa tra eroine del melodramma sul palcoscenico e direttrici d’orchestra sul podio. Al Macerata Opera Festival, l’opera è donna anche nel backstage, dove tra tecnici, costumiste, scenografi, truccatrici, l’apporto femminile è stato decisivo per il buon andamento delle rappresentazioni.

Ruoli fondamentali sono quelli del direttore di scena e dei maestri collaboratori, veri e propri “angeli custodi” del palcoscenico, l’anello di congiunzione tra il regista, i cantanti e il direttore d’orchestra.
Figure che, a differenza di altre nel mondo dell’opera, sono sempre più appannaggio di donne, come confermano Luisella Caielli, direttore di scena, Chiara Cirilli e Marta Marrocchi, maestri collaboratori. “Il nostro compito è quello di coordinare gli artisti e i tecnici in palco, facendo sì che tutti i movimenti scenici avvengano nei modi e nei tempi secondo le indicazioni del regista – afferma Luisella Caielli – per esempio gestendo le ‘chiamate’ dei cantanti, del coro o delle comparse e gli interventi dei tecnici, per far si che la resa dello spettacolo sia perfetta.”

Un lavoro che richiede la capacità di leggere la musica: tutte e tre hanno infatti svolto importanti studi musicali, e una costante attenzione alle dinamiche scenografiche che allo Sferisterio, data la particolarità dell’Arena di avere un palcoscenico di 90 metri di larghezza, comporta ancora uno sforzo maggiore. “Siamo sempre in movimento – ricordano i maestri collaboratori – non essendoci delle vere e proprie quinte corriamo da una parte all’altra dei corridoi per dare le giuste indicazioni e rispettare le scelte registiche”.

Un lavoro invisibile al pubblico, ma ben noto a chi calca il palcoscenico.
“Buono il rapporto sia con i tecnici, per lo più uomini ma assolutamente disponibili e professionali, sia con le masse artistiche – conclude Marta –. Non sempre gli artisti sono disponibili ad un rapporto di reciproca collaborazione con chi lavora nel backstage, ma in questo palcoscenico, lo Sferisterio, quasi per magia, le persone vivono in sintonia la stessa passione per lo spettacolo da portare in scena insieme.”

Ultima Giornata. Si chiude domenica la Cinquantesima edizione del Macerata Opera Festival con l’Aida metafisica e romantica di Francesco Micheli che segna il tutto esaurito. Un successo incredibile di pubblico che si somma al sold-out de La traviata di questa sera e conferma la forte vocazione del Festival a saper coniugare qualità artistica e risultati di botteghino.
È proprio lo stesso Micheli che apre l’ultima giornata di Festival alle 12 agli Antichi Forni dove, ospite di Cinzia Maroni, al bilancio sulla stagione che si sta per concludere si accompagnano le riflessioni sulla programmazione 2015, già annunciata alcuni giorni fa.

Ultimo brindisi anche alla Civica Enoteca Maceratese in compagnia delle imprenditrici del settore benessere alle 17.30. “Opera prima, prima dell’opera…” è a cura del Comitato per l’Imprenditoria Femminile ed è realizzato in collaborazione con Ex.It e Camera di Commercio di Macerata.
Come in tutti i giorni di rappresentazione in Arena, nella placida atmosfera di Villa Cozza le arie verdiane risuonano creando dei Fiori Musicali, a cura di Cesarina Compagnoni, che tracciano la strada verso lo Sferisterio a partire dalle 18.

Amaranta Buendia da “Cent’anni di solitudine” del compianto Gabriel Garcia Marquez chiude Pomeridiana nel Cortile del Palazzo Buonaccorsi alle 19. L’evento realizzato a cura di Adam, vede Marta Montanari al flauto e Magdalena Fontana alla chitarra. Letture di Marta Ricci.
Alle 21 aprono per l’ultima volta in questa stagione i cancelli dello Sferisterio per Aida. Con la direzione di Julia Jones, in scena Fiorenza Cedolins, Sergio Escobar, Sonia Ganassi, Cristian Saitta, Giacomo Prestia, Elia Fabbian, Marta Torbidoni e Nazzareno Antinori. In scena anche l’Orchestra Filarmonica Marchigiana, il coro lirico “Bellini”, la banda “Salvadei” e la compagnia di danza “Artemis”.

Esercizi di memoria. Grande successo per l'iniziativa del Rotary Club Matteo Ricci. A Palazzo Buonaccorsi si gioca con la memoria, in un esercizio che coinvolge la città e grandi star della lirica. Nel museo da poco restituito ai maceratesi, ognuno è chiamato a riconoscersi o a riconoscere i propri amici nelle foto che ritraggono comparse, maschere e sorveglianti di sala dal 1967, anno della riapertura, ai nostri giorni. Moltissimi i post di gente che si riconosce o “avvista” qualche amico.

Per cercarsi nelle foto basta andare su cinquanta.sferisterio.it
Se hai foto da mandare o vuoi contribuire alla raccolta spediscile a veronica.antinucci@sferisterio.it o portale in Associazione in via S. Maria della porta 65.
Il libro edito dal Rotary Club è ancora disponibile allo Sferisterio a Palazzo Buonaccorsi e al bar da Nino. Una parte del ricavato sarà devoluto in favore di ActionAid.








Questo è un articolo pubblicato il 10-08-2014 alle 17:10 sul giornale del 11 agosto 2014 - 669 letture

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