Tolentino: l'Afi sull'aumento dei buoni pasto

mensa generico 24/02/2015 - E’ passato poco più di un mese dall’aumento dei buoni pasto, decisi dall’Amministrazione comunale, che aveva anche affermato che avrebbe adottato misure importanti per le famiglie, ma non è successo ancora niente; e sicuramente non succederà niente nemmeno nell’imminente Consiglio comunale.

Circa 15 giorni fa avevo scritto personalmente, in qualità di aderente all’Associazione Famiglie Italiane (AFI), che è parte del Forum delle Famiglie, all’Amministrazione comunale, a tutti i consiglieri ed alla commissione sociale e sanità per rendere le famiglie protagoniste del futuro, in quanto esse sono una risorsa vitale per la società.

Nella lettera sottolineavo la necessità di attuare la proposta del ‘Fattore Famiglia’ come un quoziente di equità tra i cittadini, che pagano onestamente le tasse. In particolare sottolineavo che era necessario (pur comprendendo le difficoltà economiche dei comuni e degli Enti locali) migliorare le politiche tributarie e tariffarie attuate dal Comune (nido, mensa e trasporto scolastici, borse di studio, testi scolastici), attraverso l’uniformazione dei regolamenti per l’erogazione di riduzioni utilizzando scale di equivalenza correttive e più favorevoli alle famiglie con più figli rispetto a quanto previsto dall’ISEE ed una applicazione ‘equa’ per la tassa (tariffa) sui rifiuti.

Oltre che stabilire un criterio di priorità sulle scelte dolorose da operare, il Comune si deve dotare di sistemi equi di ridistribuzione delle tariffe e delle rette. Infatti l’introduzione del Fattore Famiglia permette al Comune di agire secondo le esigenze fiscali comunali in base alle capacità fiscali della singola famiglia, secondo il recitato dell’articolo 53 della nostra Costituzione: ‘Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva’. In funzione del Fattore Famiglia si possono introdurre delle riduzioni sulla tariffa, riducendo così l’impatto della tariffa stessa per i nuclei familiari con carico più elevato.

Quindi il Fattore Famiglia è semplice, perché facilmente attuabile dalla pubblica amministrazione, comprensibile dal cittadino e utilizzabile per la misurazione della povertà; giusto, perché legge i bisogni reali delle famiglie in modo più informato e consente confronti tra famiglie più accurati praticamente a parità di spesa amministrativa; equo, perché offre ai sindaci uno strumento che incentiva a rivelare le informazioni corrette e permette di identificare con un elevato grado di confidenza coloro che dichiarano informazioni non veritiere. Quindi ho proposto questa soluzione con la speranza che la nostra amministrazione abbia a cuore la famiglia e possa veramente applicare ‘tariffe’ eque e non discriminatorie per le famiglie.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 24-02-2015 alle 11:14 sul giornale del 25 febbraio 2015 - 684 letture

In questo articolo si parla di attualità, simone baroncia

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/afPU