Pollenza, Matthew Lee al San Severino Blues. L'intervista: 'Io cresciuto insieme a questo Festival'

Matthew Lee 4' di lettura 26/03/2015 - The genius of rock’n’roll, il pianista e cantante scoperto da San Severino Blues nel 2005, è lo straordinario performer che con 1000 concerti ha conquistato la scena nazionale ed europea, fino a partecipare al Cincinnati Blues festival in Ohio (USA).

Ora si sta facendo apprezzare anche come autore: nel nuovo disco in preparazione collabora con importanti produttori e autori del panorama internazionale alla scrittura di brani inediti. La storica etichetta Carosello Records scommette su di lui con un contratto discografico ed è pronta a lanciarlo al grande pubblico definitivamente. Dopo il primo singolo E’ tempo d’altri tempi è uscito in rotazione nelle radio il nuovo singolo L’isola che non c’è, rilettura in chiave anni ’50 della celebre hit di Edoardo Bennato, molto apprezzata dallo stesso autore e tradotta anche nella versione inglese Never Never Land. Il tour 2015 Matthew Lee Rock’n’Roll è partito il 19 febbraio dal Jazz Club Etoile Le Meridien di Parigi e toccando le principali città italiane sarà in esclusiva regionale al Teatro Verdi di Pollenza sabato 28 marzo alle ore 21 e 15.

1) Il 7 luglio 2005 hai partecipato per la prima volta a San Severino Blues, da allora sono passati 10 anni durante i quali hai tenuto per il festival ben 9 concerti estivi e invernali, compreso quello di sabato a Pollenza: un record di presenze. Che ricordi hai? Qual'è il tuo rapporto con la manifestazione ed il pubblico del festival?
Ho tutti ricordi bellissimi, e non lo dico tanto per dire...al San Severino Blues sono stati sempre accolti con entusiasmo tutti i miei progetti: sono stato ospitato con la Big Band, con il mio amico Greg, con Pippo Guarnera e con il mio quartetto con cui sarò anche al Teatro Verdi (i miei compagni di viaggio Frank Carrera, JJ Latini e Matteo Pierpaoli). Sono davvero grato a questo Festival, ci sono praticamente cresciuto insieme. Anche quest’anno porteró canzoni nuove, brani originali e grandi classici del rock’n’roll con qualche anticipazione del mio prossimo disco...davvero non vedo l'ora di suonare al teatro di Pollenza.

2) Sta sempre di più tornando la passione per le atmosfere musicali degli '50, in tutti i generi musicali, blues, jazz, rock'n’roll, una passione che coinvolge anche i giovani e tu ne sei stato un pò un pioniere. Il tuo singolo "E' tempo d'altri tempi" sembra esserne il manifesto. Come mai questa tendenza odierna? E tu come la interpreti a livello musicale e culturale?
Tutto torna, a maggior ragione le mode legate ad un periodo come quello degli anni ‘50 dove i giovani avevano voglia di ribellione e novità in tutti i campi. È un momento storico che soprattutto in America ha segnato un cambiamento epocale, una novità assoluta nel campo della musica e della moda. Per quanto mi riguarda con il mio singolo ho voluto in parte rievocarle ma cercando di essere più moderno possibile con la produzione. Ho scritto e registrato quella canzone insieme ad uno dei più importanti produttori italiani Luca Chiaravalli (oggi produttore anche di Nek, ultimo disco). Non sono mai stato un nostalgico e non ho vissuto gli anni ‘50 ma credo che non sia necessario per capirne l’essenza: divertimento e novità.

3) Dopo il secondo singolo "L'isola che non c'è", molto apprezzato dall'autore Edoardo Bennato, tutti aspettano l'uscita del nuovo disco sul quale stai lavorando, anche come autore, da diversi mesi. Puoi anticiparci quando uscirà ed accennare che cosa conterrà oltre ai singoli già citati?
La mia casa discografica, la Carosello Records, si è sbilanciata sulle prime due settimane di maggio per l’uscita. Sono molto orgoglioso di questo disco. All’interno ci saranno in tutto 12 canzoni, 8 di queste sono originali registrate tra Italia, Germania e Inghilterra insieme a produttori famosissimi. Oltre alla cover di Bennato (in italiano e in inglese) ci sarà un'altra grande cover del mitico Zucchero (anche lui molto divertito dal risultato), ma non posso anticipare altro…






Questa è un'intervista pubblicata il 26-03-2015 alle 16:37 sul giornale del 27 marzo 2015 - 400 letture

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