Montelupone: convegno sui disturbi specifici dell’apprendimento

2' di lettura 23/11/2015 - Nei decenni passati la scuola era fortemente selettiva, in ogni classe c’erano i due o tre alunni molto bravi, poi i tanti che formavano la mutevole terra “di mezzo” e, infine, i due o tre irrimediabilmente “somari” nonostante il loro impegno.

Per fortuna, molti “somari” nella scuola hanno poi avuto successo nella vita, confermando così la tesi delle “intelligenze plurime” dello psicologo Gardner, ma resta il problema dell’insuccesso scolastico che può pregiudicare il presente e il futuro di tanti bambini e ragazzi. Che fare?

Ne ha parlato sere fa, in un convegno organizzato dall’Avis locale al “N. Degli Angeli” di Montelupone, alla presenza di numerosi genitori e insegnanti, la psicologa Alessandra Berdini. Ha parlato, in particolare, dei DSA, disturbi specifici dell’apprendimento, quali dislessia, disgrafia, disortografia, discalculia. Ha sottolineato la netta differenza tra il Deficit mentale e i DSA: il primo è dovuto alla mancanza di alcuni neuroni (cellule nervose destinate alla produzione ed allo scambio di segnali), mentre i secondi dipendono dal non esatto orientamento dei neuroni stessi. Ebbene, visto che i bambini con DSA, oltre ai problemi appena sopra citati, sono anche caratterizzati da una scarsa memoria a breve termine, pur avendo un quoziente intellettivo normale o anche superiore, è evidente che vivano la scuola con grande angoscia e che abbiano l’autostima ai minimi livelli.

Ma si può, e si deve, intervenire. Innanzi tutto, serve una diagnosi il più possibile precoce, perché determinati disturbi andrebbero corretti entro i primi dieci anni anagrafici. La scuola poi, anche ai sensi della legge 170 (mentre la 104 riguarda gli handicap), deve aiutare i bambini e i ragazzi DSA con strumenti compensativi e dispensativi: i primi comportano ad esempio l’utilizzo di mappe concettuali invece che di complessi testi “ciceroniani”; i secondi, permettono la riduzione del carico scolastico.

Hanno partecipato all’interessante serata due ragazze, Erica e Arianna, che dal palco hanno raccontato le rispettive storie di studentesse con DSA: hanno vinto la loro lunga e dura battaglia con l’aiuto delle famiglie, di docenti sensibili e preparati, con il sostegno psicologico.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 23-11-2015 alle 19:09 sul giornale del 24 novembre 2015 - 580 letture

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