Associazione Luca Coscioni: richiesto l’istituzione del registro dei testamenti biologici

18/02/2016 - La cellula di Ancona dell’associazione Luca Coscioni ha consegnato al Sindaco di Macerata Carancini la richiesta di istituire il registro dei testamenti biologici (detto anche dichiarazioni anticipate di trattamento sanitario DAT).

Con l’istituzione del registro dei testamenti biologici, si darà la possibilità ai maceratesi di depositare le proprie volontà sul fine vita all’interno dell’istituzione comunale, uno strumento questo che, può significare per molti la possibilità di non vedersi costretti ad accettare decisioni altrui nel momento in cui non si è più in grado di autodeterminarsi, nella eventualità che ci si trovi in uno stato vegetativo permanente e di incoscienza.

Come associazione Luca Coscioni, avevamo già inviato la stessa richiesta al comune di Macerata nel 2011 alla quale però non abbiamo ricevuto nessun riscontro, dopo le varie iniziative di sensibilizzazione portate avanti in questi anni come la proposta di legge d’iniziativa popolare depositata alla Camera dei Deputati il 13 settembre 2013, siamo riusciti a far calendarizzare in Parlamento la discussione delle varie proposte di legge sul tema del fine vita.

Macerata sarebbe il terzo capoluogo di provincia delle Marche a istituire questo registro dei testamenti biologici, dopo che nel 2015 il Consiglio comunale di Ancona ha deliberato in tal senso, così come ha fatto il Consiglio comunale di Pesaro pochi giorni fa.

Ci rivolgiamo a tutti i cittadini, le associazioni, i movimenti politici e in particolare agli amministratori della città di Macerata affinché decidano di istituire questo registro delle dichiarazioni anticipate dei trattamenti sanitari.

Molti penseranno che è un qualcosa che non è importante e che comunque può riguardare poche persone, ebbene intanto diciamo che purtroppo potrebbe riguardare tutti perché o per una grave malattia o per un incidente, ognuno potrebbe trovarsi in uno stato vegetativo permanente come è successo per esempio a Eluana Englaro. In questi casi secondo noi è importante avere la possibilità di decidere anticipatamente se in caso di morte celebrale, rimanere attaccati a delle macchine (quando si è in uno stato di incoscienza e quindi in uno stato vegetativo permanente) oppure chiedere che si stacchi la spina (nel vero senso della parola) e porre termine ad una “vita artificiale” che non è vita perché la persona non è cosciente e le funzioni vitali come la respirazione e la nutrizione sono garantite da delle apparecchiature elettromedicali.

Certo sono rari i casi nei quali una persona rimane in uno stato vegetativo permanente, ma anche se questi casi sono pochi dobbiamo considerare che ci sono dei diritti come l’autoderminazione delle persone e il rispetto delle proprie volontà riguardo al proprio corpo, che devono essere garantite sempre e comunque e a maggior ragione in questi casi proprio perché la persona si trova nel momento più difficile del suo percorso di vita, più indifesa e debole, essendo in balia di decisioni altrui.

Lo sappiamo, ci saranno quelli che diranno che la vita è un dono di Dio e non si può disporre della propria vita, bene, con l’istituzione del registro dei testamenti biologici non si impone niente a nessuno, si dà solo la libertà e la possibilità a chi lo desidera di scegliere. Chi è credente non farà questa scelta del testamento biologico, ma non si può imporre a tutti gli altri (agli atei, agli agnostici, a coloro che professano altre religioni e perché no ai credenti non praticanti, ecc.) dei comportamenti per dei convincimenti etici/religiosi di qualcuno. Tra l’altro per paradosso il testamento biologico può essere utile anche ai credenti perché possono dichiarare di voler restare in uno stato vegetativo permanente restando attaccati alle macchine elettromedicali, quando magari i familiari e/o i medici vorrebbero “staccare la spina”.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 18-02-2016 alle 17:40 sul giornale del 19 febbraio 2016 - 664 letture

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