Montelupone: il futuro del comune...

montelupone 22/02/2016 - Quale sarà il futuro di Montelupone in quanto Comune di 3600 abitanti? I tempi della politica italiana sono sempre lunghi e spesso le riforme restano lettera morta, ma in questo caso è probabile, almeno al 51 percento, che la Legge Delrio cancellerà davvero i Comuni con meno di 5.000 abitanti.

Montelupone è circondata da Enti locali tutti superiori ai 5000 abitanti, quindi il suo destino si chiama tout court “accorpamento”, nel senso che diventerà una semplice “frazione”, seppure prestigiosa, di Recanati, di Macerata o di Potenza Picena, magari previo referendum. Tutto qui!, la Legge farà il suo corso in nome della razionalizzazione “risparmiosa”, un Comune diventerà un po’ più grande e tutto continuerà come prima, con le solite e crescenti difficoltà per tutti.

E se, invece, la politica locale cogliesse l’occasione per ripensare il tutto? Per essere creativa, attiva e protagonista in grande? Per ideare, insomma, uno scenario di ampio respiro, proiettato a quella che potrebbe essere, a regime, una realtà virtuosa a medio termine?

Vediamo. Province sostituite da Aree Vaste, dove ogni Comune spenderà il proprio peso contrattuale in base alla propria consistenza. In pratica, un’arena dominata dai più grossi. E, allora, perché non saltare il fosso e diventare, tutti insieme, un grosso e unico Comune, che tra l’altro, nel reperire fondi e finanziamenti, avrebbe un buon peso contrattuale anche con la Regione, con lo Stato centrale, con  l’UE?
Sì, rilanciamo da Montelupone la già esposta idea “Flosis” (nome romano del fiume Potenza): l’idea dell’unione, prima, e della fusione, poi, se tutto funzionerà, tra i Comuni di Recanati, Porto Recanati, Potenza Picena, Montelupone, Montecassiano.

Ciò comporterebbe una popolazione di oltre 60.000 abitanti, l’ottimizzazione di tutti i servizi, una rete informatica efficiente e relative postazioni assistite e funzionali, la programmazione razionale delle opere pubbliche, degli assetti viari e dei collegamenti, la valorizzazione di un territorio di prim’ordine negli ambiti storico, culturale, turistico, enogastronomico e così di seguito. E, ancora, una riflessione sull’ospedale unico per ogni Area-vasta . . . Se, magari tra vent’anni, verrà costruito lungo la valle del Chienti, quali saranno i disagi per i 60.000 e oltre del bacino del Potenza, considerando tra l’altro che Civitanova ha Fermo a portata di mano con l’autostrada?







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 22-02-2016 alle 22:24 sul giornale del 23 febbraio 2016 - 714 letture

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